Studente morto sull'Aurelia, inchiesta chiusa: automobilista indagato per omicidio stradale

L’accusa: una manovra azzardata fece perdere l’equilibrio allo studente in sella allo scooter rovinato sull’asfalto

SAN GIULIANO TERME. La Procura è convinta di aver individuato il responsabile della morte di Francesco Avino, lo studente di 22 anni trovato senza vita la mattina del 5 ottobre 2017 sull’Aurelia. A pochi metri dal corpo lo scooter Liberty con la scocca ammaccata, ma senza i segni di una vernice estranea al veicolo.

È stato firmato in questi giorni dal sostituto procuratore Miriam Pamela Romano l’avviso di chiusura delle indagini a carico di un sudamericano, residente a Roma, indagato per omicidio stradale. L’uomo aveva ammesso di essere stato in zona, in transito con lo zio per una vacanza in Toscana, anche se aveva negato l’urto con lo scooterista.


Le indagini, su spunti mirati del pm e con il fattivo contributo anche dell’avvocato della famiglia Avino, il legale Luca Vannelli, hanno messo una serie di punti fermi nell’inchiesta arrivando alla conclusione che l’automobilista sia stato comunque protagonista di una manovra azzardata capace di provocare la perdita di controllo del veicolo da parte di Avino. Uno scarto improvviso da cui ha avuto origine una caduta rovinosa e fatale sull’asfalto. E l’auto a proseguire la sua andatura con il conducente consapevole di quello che aveva combinato. Lo zio dell’indagato, all’epoca residente in Svizzera e da alcuni mesi trasferito a Cuba, non sarebbe stato alla guida dell’auto. C’era, per l’accusa, suo nipote.

Gli accertamenti tecnologici avevano analizzato anche il telefonino Huawei dell’indagato. Il software era stato decrittato per poter avere accesso alla memoria dell’apparecchio. Nessuna telefonata, né sms o messaggio in chat che potesse indicare una richiesta di aiuto o l’ammissione di aver provocato un incidente da parte del suo possessore. Niente “confessione” confidata ad amici o familiari. All’epoca il conducente dell’auto era stato indagato più per una scarsa chiarezza nel racconto che per evidenti indizi che avrebbero potuto addebitargli un ruolo marcato nella perdita di controllo dello scooter dello studente. Nel corso dei mesi la Procura ha, invece, ottenuto diversi riscontri sulla manovra che avrebbe innescato il volo fatale dello studente. E la naturale conseguenza è stato l’avviso di chiusura, l’atto che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio. Avino, residente a Migliarino, volontario della Pubblica Assistenza, quella mattina stava andando a lezione all’università. Era iscritto a Ingegneria Edile-Architettura. Stava percorrendo l’Aurelia in direzione di Pisa, quasi al confine con il comune di Vecchiano, quando il suo destino incrociò quello di un automobilista secondo la Procura negligente al volante. Un incontro concluso con il corpo senza vita dello studente steso sull’asfalto. —