Non c’è pace per i negozi dei lungarni nella morsa del ladro “armato” di tombino

I danni causati alla gelateria De’ Coltelli

Seconda “spaccata” nel giro di pochi giorni alla gelateria De’ Coltelli. Furto con danni anche al Caffè dell’Ussero

PISA. «Il nostro gelato è talmente buono che hanno deciso di fare il bis! Avranno saputo che il nostro sorbetto al ribes stava per finire. Ragazzi, però la prossima volta fateci uno squillo e vi lasciamo una vaschetta davanti alla gelateria: almeno evitate di tagliarvi».

Prova a buttarla sull’ironia Gianfrancesco Cutelli, titolare della gelateria De’ Coltelli, in lungarno Antonio Pacinotti, presa di mira per due volte a distanza di pochi giorni dallo stesso ladro. In realtà, c’è poco da ridere, grande è l’amarezza per quello che sempre più spesso le attività del centro di Pisa sono costrette a sopportare.


Le telecamere interne alle gelateria hanno immortalato il malvivente, un habitué dei furti con spaccata, a quanto pare. Arriva con un tombino in mano, la maglia in testa per non farsi riconoscere, infradito ai piedi e via. È pronto per la spaccata con il tombino. «La prima volta si è ferito e anche l’altra notte – dice Cutelli – soldi non ne ha trovati. Ma i danni alla porta ci sono. Vedremo di mettere le inferriate ma non è possibile andare avanti in questo modo. Avevamo appena riparato la porta e ora siamo di nuovo alle prese con lo stesso problema». Dopo la “visita” nella gelateria, da dove il malvivente esce a mani vuote, le immagini della videosorveglianza mostrano il ladro che se ne va con il tombino sotto il braccio. Strumento di lavoro che forse gli è stato utile per colpire anche il Caffè dell’Ussero, sullo stesso lungarno. «È stata rotta la porta a vetro – conferma il barista – saranno state le 5 di mattina, quando è entrato. Ha preso circa 70 euro che ha trovato nel registratore di cassa ed è andato via».

Anche se il ladro è stato immortalato, di fatto non è stato ancora identificato e soprattutto non è stato fermato. Furti con le stesse modalità negli ultimi dieci giorni ci sono stati anche ai danni di altre attività commerciali.

«Adesso basta. È ora di finirla! Sarà il caso di fare qualcosa? Non servono a nulla tavoli o interrogazioni, solo a prendere tempo. Servono più pattugliamenti, presidi dinamici, più personale in servizio nelle ore notturne delle forze dell’ordine statali e comunali», chiede Simone Romoli di Confesercenti.

Certamente gli occhi elettronici da soli non possono essere sufficienti a fermare il ripetersi dei furti e dei danneggiamenti nei negozi. Di questo ormai ne sono consapevoli gli stessi commercianti come i cittadini. Il centro cittadino anche durante il giorno continua ad essere teatro pure di episodi di spaccio o di risse tra giovani. Come quella avvenuta l’altro pomeriggio, all’uscita della messa, in piazza Sant’Antonio, che si è conclusa con un ferito. —

I danni causati al Caffè dell’Ussero dal ladro che usa come ariete u ntombino