Entro qualche mese operai al lavoro nella chiesa di San Francesco

Il soprintendente: «In corso gli atti finali per la messa a gara». Restauri anche per chiesa dei Cavalieri e convento di San Vito

PISA. Gli operai varcheranno la soglia della chiesa entro qualche mese, i fedeli dovranno attendere invece almeno altri due anni. Dopo una lunga attesa, si appresta ad entrare nel vivo l'intervento di restauro della chiesa di San Francesco, lo storico luogo di culto chiuso dall'aprile 2016 a causa dei problemi strutturali e del cedimento di una porzione del tetto.

«Sono in corso gli atti finali per la messa a gara dei lavori», annuncia il soprintendente Andrea Muzzi. «Prevediamo ancora qualche mese per concludere l’iter – prosegue –: se non ci saranno intoppi, presumibilmente nei mesi autunnali o comunque entro la fine dell’anno il cantiere potrà essere avviato».


Se il cronoprogramma sarà rispettato, fedeli e visitatori potranno rientrare nella chiesa tra il 2023 e il 2024. Per portare a termine l’intervento occorreranno infatti almeno due anni. Tempo necessario a concretizzare un’operazione attesa da tempo per restituire alla città uno dei gioielli dell’architettura italiana del XIII secolo, di proprietà dello Stato, chiuso a causa del danneggiamento delle 18 travi che sorreggono la copertura e al crollo di una parte del tetto. «Si tratta di una serie di interventi molto complessi che saranno concretizzati grazie ad un finanziamento di circa sei milioni di euro ottenuto grazie all’impegno della Soprintendenza – evidenzia Muzzi –. In questi anni abbiamo fatto indagini molto accurate che hanno messo in luce varie criticità sulle quali bisogna intervenire. Abbiamo allestito un ponteggio interno, realizzato con un moderno e innovativo progetto, per prevenire eventuali nuovi crolli che con l’avvio del cantiere permetterà il restauro della struttura, e messo in sicurezza tutte le opere d’arte presenti nella chiesa, costantemente monitorate dai restauratori».

Gli interventi saranno estesi anche alla Sala del Capitolo, con il restauro degli importanti affreschi che conserva, alle vetrate e probabilmente anche al campanile pensile, considerato un capolavoro di ingegneria medioevale, dove gli studi non hanno rivelato particolari criticità. «Un’operazione molto grossa – aggiunge Muzzi – che spero possa andare avanti senza intoppi per arrivare finalmente alla riapertura della chiesa, ipotizzabile tra due o tre anni».

Quello della chiesa di San Francesco non sarà l’unico cantiere a riportare all’antico splendore una parte dei beni storici e architettonici cittadini. Un altro sarà allestito nella chiesa dei Cavalieri, che necessita di interventi alla copertura per far fronte alle infiltrazioni piovane che i parziali lavori eseguiti negli anni scorsi non hanno risolto. Recentemente sono iniziate le indagini e gli studi per concretizzare nei prossimi mesi quello che sarà un complesso restauro che, grazie ad un finanziamento statale di oltre un milione di euro, porterà anche al restauro del prestigioso cassettonato ligneo. «A queste operazioni si aggiunge quella per il completamento del museo delle Navi antiche – prosegue il soprintendente –. La Soprintendenza ha concluso l’acquisizione del limitrofo convento di San Vito destinato ad ospitare uffici amministrativi ed un centro di formazione sul restauro del legno bagnato: l’intenzione è di costituire un polo di formazione che può diventare di livello internazionale grazie all’esperienza che Pisa ha acquisito per il restauro delle navi oggi esposte nel museo che ha fatto della città un centro d’eccellenza mondiale». —

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