Caso Scieri, ministero della Difesa citato come responsabile civile. La madre: "Stiamo arrivando alla verità"

L'udienza per esaminare la richiesta di rinvio a giudizio dei tre ex caporali fissata a settembre. Le parole della madre di Emanuele

PISA. L'udienza preliminare per il caso Scieri è stata rinviata dal gip del Tribunale militare di Roma al 18 settembre per proseguire la discussione sull'ammissibilità delle costituzioni di parte civile. Si sono costituiti la mamma e il fratello del 26enne trovato morto il 16 agosto 1999 nella caserma Gamerra e il ministero della Difesa. Respinta, su richiesta delle difese dei tre imputati, la costituzione dell'associazione "Giustizia per Lele".

L'avvocato Alessandro Furnari che assiste i familiari di Scieri ha chiesto e ottenuto la chiamata come responsabile civile del ministero della Difesa. Lo Stato di fatto nel processo avrà un duplice ruolo: parte civile e responsabile civile a cui chiedere i danni in caso di condanna degli imputati.

Nell'udienza del 17 luglio a Roma non è stata affrontata la questione della giurisdizione. La richiesta di rinvio a giudizio è stata presentata nei confronti di Andrea Antico, Alessandro Panella (difensori Tiziana Mannocci e Marco Meoli) e Luigi Zabara (legale Andrea Di Giuliomaria). L’ipotesi di reato è quella di concorso in violenza ad inferiore mediante omicidio pluriaggravato.

"La decisione di riconoscere il ministero della Difesa come responsabile civile ci soddisfa. In questi 21 anni abbiamo sempre lottato per arrivare alla verità sull'efferato delitto di mio figlio". Lo afferma Isabella Guarino, madre di Emanuele Scieri, commentando la decisione del gup del tribunale militare di Roma. "Per noi la vicenda di Emanuele è stata come un chiodo fisso - ha aggiunto la donna - perché non ritenevamo giusto che tutto venisse insabbiato: faticosamente stiamo arrivando alla verità".

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