«Ho avuto la libertà di inseguire un sogno»

Tommaso Novi, musicista, cantante e maestro di fischio si racconta nel podcast del Tirreno e del Polo Tecnologico

navacchio

Cos’è la libertà? E che ruolo gioca nel successo umano e professionale di ciascuno di noi? Siamo liberi per davvero? E fino a che punto? Sono domande che accompagnano l’uomo fin da quando ha mosso i primi passi sulla Terra.


Di libertà abbiamo parlato nella prima puntata di MotivAzioni, trasmissione in podcast del Polo tecnologico di Navacchio che racconta storie di passione e innovazione, di limiti superati, ponti, elefanti e pionieri. Come appunto il musicista, cantante e maestro di fischio musicale Tommaso Novi, ospite della puntata on line da oggi.

La sua è tra le primissime esperienze europee che fanno del fischiare una disciplina che si può insegnare e apprendere. Perché il fischio «è uno strumento» racconta. «Poteva essere partito come un gioco, uno scherzo, una sfida - aggiunge - c’è questo ricordo di una serata con gli amici in cui forse è principiato il tutto. Rivedermi oggi con questo piccolo sogno un po’ ironico, un po’ buffo, un po’ matto, che diventa realtà e riesce a collocarsi mi rende orgoglioso».

Novi è docente di fischio musicale alla scuola di musica Bonamici di Pisa e collabora con il Conservatorio “Cherubini” di Firenze. Muovere i primi passi in questa direzione non è stato facile. «Mi hanno preso per un folle, ridevano tutti - dice - Al primo anno avevo un cacciatore al corso, che alla fine della prima lezione venne da me confuso e imbarazzato dicendomi di non aver capito molto il contenuto della lezione e chiedendomi “ma al merlo poi ci arriveremo un giorno?”. La speranza è che passo dopo passo questa cosa diventi... non più seriosa ma più dignitosa».

Accanto alle lezioni di fischio ovviamente la musica che vede ora il cantautore pisano di nuovo in primo piano con un singolo “Molto Bello” che anticipa il nuovo album (il secondo) da solista.

Del suo essere musicista dice così: «Non è mai stata una vera e propria scelta, ma sono sempre stato sereno e sicuro di volerlo fare. E non è presunzione la mia, semmai un grande limite, quello di vedere se stessi solo in un posto, in un luogo cioè sul palco con la gente che ti ascolta e sente quello che dici». E racconta degli incontri, delle collaborazione, di chi ha creduto in lui sostenendolo sempre: «devo dire grazie alla mia mamma: fino all’età di 20 anni mi ha spinto, spronato e messo a disposizione le risorse per potere fare il musicista». Una mamma che lo ha lasciato libero di inseguire un sogno, di realizzare una voglia matta di salire su un palco esprimersi, parlare a un pubblico, «anche se la mia è una libertà particolare: ho decine di amici che sognavano esattamente ciò che sognavano io, ma poi la vita ti si mette di mezzo. Sì, c’è la libertà ma anche tanta fortuna».

L’intervista integrale si può ascoltare da oggi in podcast cliccando su MotivAzioni dalla pagina web del Tirreno. —