Scieri, il racconto del super teste ai magistrati: «Uno dei tre disse: l’abbiamo fatta grossa»

L’ex caporale Meucci sostiene di aver visto Panella, Zabara e Antico terrorizzati nella camerata la notte del 13 agosto 1999: «Alessandro mi rispose in modo brusco: se parli t’ammazzo». Altri testi della Procura militare confermano questa versione

PISA. Non c’è solo la testimonianza di un caporale in ferma breve contro i tre indagati per la morte di Emanuele Scieri. Nelle carte della Procura generale militare di Roma ci sono altri testimoni che riferiscono di aver sentito le stesse parole attribuite al trio messe a verbale dal 41enne romano di piantone nella camerata la sera del 13 agosto 1999.

È uno degli elementi a sostegno dell’accusa nell’udienza preliminare fissata per venerdì nella capitale. Un riscontro a quello che la Procura di Pisa ha definito con l’avviso di chiusura delle indagini. Un documento di 504 pagine stilato dalla squadra mobile di Firenze che è la sintesi di un lavoro durato anni.


Si chiama Alessandro Meucci il testimone che con fatica è stato in grado di raccontare cosa era la Gamerra in quel periodo e i momenti drammatici dopo la caduta del parà di Siracusa dalla torre di asciugatura dei paracadute. Da anni si è trasferito in Inghilterra dove lavora nel settore della ristorazione. Prima del caso Scieri aveva denunciato i tre caporali Alessandro Panella, Andrea Antico e Luigi Zabara (imputati di omicidio volontario, ndr) per atti di nonnismo. Un procedimento archiviato dalla Procura Militare di La Spezia. All’epoca Meucci era terrorizzato e meditava di congedarsi dall’esercito. Solo grazie alla denuncia della fidanzata pisana di allora ai carabinieri di Porta a Mare il 24 agosto 1999 una piccola breccia venne aperta. Allora non portò a niente. Oggi è un pilastro dell’accusa.

«Minacciato di morte»

L’ex caporale alla fine conferma quanto riferito dalla fidanzata e aggiunge altro. Racconta agli inquirenti che «è una storia che tuttora mi mette angoscia, che tuttora mi agita e quindi è possibile che, anche stavolta, non l’avrei raccontata se le parole di Amanda (sua fidanzata, ndr)non mi avessero convinto che è giunto il momento di chiarire. In effetti è vero che ho ascoltato da queste persone delle gravi ammissioni di responsabilità. Come voi mi avete ricordato ieri, ero di servizio come piantone alle camerate nella notte tra il 13 e il 14 agosto 1999. Ricordo di averli visti rientrare, come voi mi chiedete, in un orario in cui il contrappello era già stato effettuato. Rammento che rientrarono Panella, Antico e Zabara; i tre erano molto agitati. Ricordo che parlottavano tra sé, rammento che sudavano freddo. Rammento che parlottavano tra loro e sentii distintamente una frase del tipo “l’abbiamo fatta grossa”. Ricordo la voce di Antico in questo senso. Ricordo di aver sentito le parole “è caduto” ma al momento non ricordo di aver sentito la parola “torre”. Rammento di aver sentito Zabara dire ad uno degli altri due la frase “stavolta hai esagerato”. Questa frase la ricordo molto bene. A quel punto rammento che io nuovamente chiesi se era tutto a posto e loro, accortisi della mia presenza, di nuovo mi dissero che di ciò che avevo ascoltato non dovevo dire niente perché altrimenti avrei rischiato la vita».

Altri testi confermano Meucci

L’ex caporale cita un graduato dicendo che era presente quando i tre, descritti come stravolti, entrano nella camerata. Lui, però, non conferma il racconto di Meucci.

Altri lo hanno fatto quando sono stati sentiti dagli inquirenti romani. Ecco come Meucci racconta l’arrivo in caserma dei tre: «All’inizio parlavano nei corridoi tra le brande e poi si sono appartati in bagno evidentemente per parlare meglio e in modo più riservato. Io comunque ho fatto a tempo a sentire che la cosa che era successa, per come loro la raccontavano era grossa e quindi, poiché me lo chiedete, ho pensato che non potesse essere una delle loro solite bravate ma qualcosa di molto più grave. D’altra parte sudavano freddo ed erano in uno stato di agitazione in cui non li avevo mai visti. Sembrava proprio che non sapessero gestire la situazione da loro creata. La frase che vi ha riferito Amanda, e che io le dissi, a proposito del fatto che non sapevano come spiegare la situazione al colonnello è vera. Effettivamente ricordo che, da subito, sentii che avevano il problema di come spiegare questa situazione al colonnello. Vedendoli in questa situazione di grande agitazione devo dire che io mi avvicinai e chiesi se c’erano problemi. Ricordo che dissi una frase del tipo “tutto a posto ragazzi ?”. Rammento una risposta molto brusca, non mi ricordo da parte di chi, del tipo “fatti i cazzi tuoi” . A questo punto della verbalizzazione il Meucci sfogliava di nuovo la raccolta fotografica utilizzata nella giornata precedente e, nel vedere la fotografia di Panella Alessandro dichiarava: sono quasi certo che colui che mi apostrofò con la frase “fatti i cazzi tuoi” e “ se parli ti ammazzo” si identifica in Panella Alessandro.

I tre caporali appartati e nervosi

È la notte tra il 13 e il 14 agosto 1999. Scieri è già morto. La consulenza della professoressa Cristina Cattaneo certifica un decesso istantaneo per la rottura dell’osso del collo.

«Quando si resero conto che io avevo capito che qualcosa era successo, nel dirmi che dovevo farmi i cazzi miei mi fecero anche il gesto di stare zitto e subito uno di loro mi disse anche: “Guarda che se parli ti ammazzo” – prosegue il verbale di Meucci –. È chiaro che il riferimento alla mia possibile morte mi confermò ancora di più che doveva essere successo qualcosa di molto grave. Effettivamente, come ho detto, dopo questo primo discorso in corridoio si appartarono in bagno e ci rimasero un po’; prima di smontare dal turno ed essere sostituito da Pascarella ebbi modo di vederli aggirarsi per la camerata con fare molto agitato. Li ho visti andare avanti e indietro ma non li ho visti andare a letto, nel senso che non rammento di averli visti coricarsi. Prendo atto che Pascarella ha riferito che, al suo rientro a notte fonda, verso le tre, egli si meravigliò del fatto di trovare in camerata gente sveglia che parlottava. In effetti questo corrisponde a quanto stava accadendo. Perché il gruppetto anche dopo essere stato in bagno ha seguitato a girare con grande nervosismo». 

 

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