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La sanità di Pisa traina la Toscana: nessun ospedale cresce come Cisanello e Santa Chiara

L’ingresso al pronto soccorso dell’ospedale di Cisanello

L'emergenza coronavirus ha cambiato il volto del sistema sanitario toscano, ma la base di partenza era solida e ha probabilmente influito sulla gestione della pandemia. Lo certificano le analisi delle performance della sanità Toscana 2019 elaborate dal Sant’Anna di Pisa. Le pagelle degli ospedali della regione assegnano un ruolo di primo piano proprio a Pisa e provincia. Tra i risultati, nel complesso migliori in tutta la regione, spiccano Cisanello e Santa Chiara e gli ospedali di Volterra e Pontedera, a cui si aggiunge la Fondazione Monasterio al Cnr

PISA. Una pagella da 8. Anzi da 8 e mezzo. Se non fosse per qualche problema sui servizi di riabilitazione il voto sarebbe ancora più alto. E il tutto grazie alle performance di Cisanello, Santa Chiara e Fondazione Monasterio, ma senza le ottime performance del Lotti di Pontedera e del Santa Maria Maddalena di Volterra la sanità pubblica pisana non potrebbe considerarsi il fiore all’occhiello di tutta la Toscana. A certificarlo sono i dati emersi dal rapporto pubblicato dal MeS, il Laboratorio management e sanità della Scuola Sant’Anna di Pisa per conto della Regione Toscana. E non a caso abbiamo parlato di pagelle alla sanità: a valutare le performance della sanità sono Sabina Nuti, rettrice della Scuola superiore, Milena Vainieri, docente responsabile del Laboratorio MeS-Management e Sanità dell’istituto di Management Sant’Anna, e i ricercatori del laboratorio.

Cosa valuta la Sant’Anna


Il “Sistema di valutazione delle performance dei sistemi sanitari regionali” risponde all’obiettivo di fornire a ciascuna Regione una modalità di misurazione, confronto e rappresentazione del livello della propria offerta sanitaria. Il MeS ha valutato le performance delle aziende sanitarie toscane nel 2019 in base a 138 indicatori utilizzando lo schema grafico dei bersagli. Il centro del bersaglio è di colore verde intenso e corrisponde al migliore risultato possibile; si passa quindi a un verde tenue, al giallo, all’arancione e si giunge infine al rosso, cioè il risultato peggiore.

Il bersaglio elaborato dai ricercatori della Sant'Anna per valutare le prestazioni dell'Aoup


Cisanello e Santa Chiara al top

Ebbene, il 50% degli indicatori dell’Azienda ospedaliera universitaria Pisano occupano le zone verdi. Neppure un valore è in quella rossa e solo uno in quella arancione (quello che fa riferimento ai già citati servizi di riabilitazione), mentre nel 2018 in quelle fasce stazionavano ben cinque indicatori. L’Aoup è del resto migliorata in circa il 59% dei valori presi in esame dal MeS, risultando la migliore azienda toscana quanto a capacità di ripresa e sviluppo. Spicca il fatto che Cisanello è primo in Toscana per il trattamento del tumore alla mammella e secondo solo all’ospedale pediatrico Meyer nella valutazione di sintesi della qualità clinica. Un dato significativo è quello dell’assistenza al parto al Santa Chiara.

Già nel 2018 era il migliore in Toscana per cesarei e ha ulteriormente migliorato la propria performance. Prima anche nel rapporto tra la formazione aziendale e le indicazioni regionali di sviluppo e valorizzazione delle risorse professionali. Netto miglioramento nell’appropriatezza nelle prescrizioni farmaceutiche. Più luci ma anche alcune ombre nella chirurgia oncologica, dove sono migliorabili i tempi di attesa, passati dai 36,5 giorni del 2018 (peggiore dato a livello toscano) a una media di 28,9, ormai molto vicina a quella regionale (27). Spiccano i tempi di attesa per l'intervento di tumore alla mammella, dove l'Aoup è al primo posto, con soli 20,4 giorni di attesa. Dato positivo anche per il pronto soccorso: nonostante il costante aumento degli utenti, il numero dei dimessi nell’arco a 6 ore dall’ingresso sale al 92,7%.

Pontedera e Voghera brillano

Se Pisa è al top in Toscana, la sanità della provincia non sfigura, anzi. Ottima, secondo il MeS, la performance del Santa Maria Maddalena di Volterra. Su 11 indicatori presi in considerazione, in ben 6 casi si raggiunge l’eccellenza. In particolare i tempi di attesa dell’oncologia e la relativa performance dei trattamenti raggiunge il massimo dei voti così come l’appropriatezza medica di tutto l’ospedale. Da migliorare c’è solo il rapporto delle comunicazioni tra azienda, medici e pazienti.

Bene anche il Lotti di Pontedera con solo 4 “insufficienze” su 16 indicatori e performance eccellenti nei tempi di attesa per la chirurgia oncologica, la terapia intensiva e il reparto materno-infantile.



Il monasterio, una perla

In questo quadro positivo, si ritaglia infine un ruolo guida la Fondazione Monasterio. Nessuna insufficienza, due sole sufficienze e 13 buono e ottimo su 15 indicatori. Insomma, uno dei migliori ospedali d’Italia

Briani: "Risultati frutto di un lavoro corale"

«Commentare questi dati – afferma la dottoressa Silvia Briani, direttrice generale dell’Azienda che sovrintende agli ospedali di Cisanello e Santa Chiara – in un certo senso è molto facile: il 50% degli indicatori è nelle aree verdi, e siamo migliorati nel 59% dei casi rispetto al 2018, pur partendo da un livello già molto alto. Mi preme però sottolineare un aspetto che forse non è altrettanto evidente. Un tale risultato non può essere raggiunto solo grazie alle nostre tante eccellenze nazionali e internazionali, ma è necessariamente il frutto di un lavoro corale e capillare che coinvolge ognuno di noi. Se dovessi riassumere il tutto in una frase direi che l’eccellenza, in Aoup, è diffusa in modo omogeneo». —



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