«Non ho avuto un giusto processo», Logli fa ricorso alla corte dei Diritti dell’Uomo

Caso Ragusa, il marito di Roberta presenta ricorso in Europa contro la condanna a 20 anni per l'omicidio della moglie

PISA. Ritiene di non aver avuto un processo equo, giusto. Un processo in cui i testi a sostegno della propria innocenza, a suo dire, non hanno ricevuto la stessa attenzione di quelli portati dall’accusa. Appellandosi all’articolo 6 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo, Antonio Logli, attraverso il suo difensore, l’avvocato Enrico Di Martino, ha presentato un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro la sentenza a 20 anni per l’omicidio della moglie, Roberta Ragusa.

«Il mio cliente ritiene di non aver avuto un processo giusto – spiega il legale di Logli, in carcere dalla sera del 10 luglio 2019 –. I testi a sostegno della sua innocenza non sono stati considerati, mentre è prevalsa sempre la linea della Procura. Certo, la scelta processuale del rito abbreviato ha evitato di sentire i testimoni. Il ricorso è stato, comunque, presentato e aspettiamo di sapere se verrà ritenuto ammissibile. I tempi? Spero entro l’anno».

Logli dal carcere di Massa non ha perso la voglia di protestare un’innocenza ripetuta senza incrinature da quan-do fu indagato nel febbraio 2012, a nemmeno un mese dalla sparizione - per la Cassazione dell’omicidio - della moglie avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 gennaio.In una lettera inviata al suo avvocato, l’impiegato comunale di San Giuliano Terme scrive: «Sono innocente. Sono completamente estraneo alla sparizione di Roberta che manca ogni giorno sia a me che ai miei figli. È per questo motivo che ho deciso di rivolgermi anche alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo. Ho letto considerazioni che ritengo tendenziose che coinvolgono non soltanto la mia persona, ma anche e soprattutto quella dei miei figli, in particolare Daniele. Voglio smentire categoricamente il fatto che mi viene imputato, di averli plagiati con i miei discorsi e comportamenti».

L’avvocato sta lavorando anche alla richiesta di revisione del processo. «Conto di presentarla nel giro di qual-che mese, di più non posso dire» puntualizza il legale. La novità è l’arrivo di una criminologa, Anna Vagli, il cui compito sarà quello di valutare contesti e personaggi analizzandone i comportamenti avuti nel corso delle indagi-ni. E con il ricorso a possibili testi mai consultati finora. «La Corte Europea non è l’unica strada che stiamo valu-tando» spiega la criminologa che affiancherà l’avvocato nella ricostruzione di una verità alternativa a quella sancita dalla Cassazione con la conferma della condanna a 20 anni per Logli.

«Nella storia processuale del mio assistito c’è stata una discrasia e una differenza fra il peso che è stato dato alle testimonianze a sfavore di Logli e quello invece dato alle testimonianze a suo favore» ribadisce il legale impegnato a dimostrare l’innocenza del marito di Roberta Ragusa.

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