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Camp Darby, sventola solo il tricolore: ammainata dopo quasi 70 anni la bandiera Usa

Si è concluso il passaggio dell’intera area ricreativa (complessivamente ben 34 ettari), ora sotto il controllo dell’Italia

PISA. Dopo quasi settant’anni, la bandiera a stelle e strisce è stata ammainata. Al suo posto, da qualche giorno, sventola il tricolore, affiancato dall’aquila legionaria color argento del Comfose, il Comando delle forze speciali dell’esercito italiano che si è insediato in una vasta area della base di Camp Darby finita nei programmi di spending review militare degli Stati Uniti.

Alcune centinaia di uomini appartenenti all’unità militare composta da quattro reggimenti (il 28° reggimento comunicazioni operative “Pavia”, il 4° reggimento alpini paracadutisti “Ranger”, il 185° reggimento paracadutisti ricognizione e acquisizione obiettivi “Folgore” e il 9° reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”) hanno preso possesso della cosiddetta area ricreativa dell’enclave statunitense: circa 34 ettari di territorio che con l’ok del congresso americano gli Usa hanno restituito al Demanio militare italiano.

Lo storico passaggio, concretizzatosi a distanza di 69 anni dallo “sbarco” delle forze armate statunitensi su quasi mille ettari di territorio tra Pisa e Livorno, si è completato nei giorni scorsi con il distacco delle utenze e la chiusura di un cancello metallico, ultimo avamposto di una lunga recinzione che ha ridisegnato i confini militari e segnato lo storico “arretramento” degli anfibi a stelle e strisce. I “marines” italiani hanno occupato la parte nord della base, prendendo possesso delle decine di strutture che caratterizzano i circa 64 ettari che affacciano su viale Mezzapiaggia. Dormitori, caserme, un cinema, un teatro, una palestra, una mensa, una biblioteca, un canile, una piscina, un ex edificio scolastico e vari impianti sportivi che, secondo i piani previsti dallo Stato Maggiore dell’Esercito, nei prossimi anni saranno sottoposti ad un completo restyling con l’obiettivo di renderli efficienti anche dal punto di vista energetico.


Con il passaggio di consegne, si è concluso il lungo processo di ridimensionamento della presenza a stelle e strisce in quello che è il più importante sito statunitense di stoccaggio di munizioni al di fuori degli Usa ed uno dei più importanti hub logistici d’Europa. Camp Darby è stata inserita nel cosiddetto programma European infrastructure consolidation (Eic), il piano di revisione delle forze armate statunitensi presenti in Europa centro-occidentale annunciato dal dipartimento della Difesa Usa cinque anni fa per ridurre di circa 500 milioni di dollari l’anno la spesa per la gestione delle basi e per il sostentamento delle truppe schierate nel Vecchio Continente.

Il via libera definito allo storico passaggio è arrivato nell’autunno di due anni fa, quando l’Us Army Europe ha fissato il cronoprogramma del graduale trasferimento nell’area sud della base del personale civile e militare impiegato a Camp Darby, trasformando una parte dell’installazione militare nel nuovo quartier generale delle forze speciali dell’esercito italiano.