Il futuro dell'aeroporto di Pisa, parla l'ad: "Rinviati i piani di ampliamento degli scali"

Roberto Naldi, amministratore delegato di Toscana Aeroporti

Intervista a Roberto Naldi, nuovo amministratore delegato di Toscana Aeroporti: "Dobbiamo prima recuperare passeggeri. La ripartenza è dura, timidi segnali di ripresa"

PISA. Segnali di ripresa, facendo gli scongiuri. Ma scenari ancora molto incerti, e chissà per quanto. Così i progetti di ampliamento degli scali di Pisa e Firenze sono rinviati. Dopo le dimissioni di Gina Giani da Toscana Aeroporti, è il vicepresidente esecutivo Roberto Naldi a prendere l’incarico di amministratore delegato.

Ingegner Naldi, è rimasto sorpreso dalle dimissioni di Gina Giani?


«Si è trattato di una scelta programmata da tempo in base alle motivazioni personali che la dottoressa Giani ha espresso anche pubblicamente. Già era andata in pensione da direttore generale della società l’anno scorso, anticipandomi che non sentiva più di avere le energie sufficienti a dare il 100% come lei era abituata. Peraltro è andata ancora avanti dando il 150% per consentire alla società di organizzarsi e prepararsi alla ripartenza attraverso un lavoro eccezionale. Dopo 43 anni dedicati alla società, prima da manager di Sat e poi di Toscana Aeroporti, la sua scelta è solo da rispettare. Da parte nostra ne abbiamo comunque preso atto con dispiacere».

Lei assume ora direttamente la carica di amministratore delegato: quali le motivazioni?

«L’obiettivo principale è dare continuità alla gestione e quindi l’unica possibile soluzione, almeno sino a fine mandato (previsto per l’anno prossimo), è che prendessi io tutte le deleghe in modo da rappresentare l’azionista di maggioranza per supportare i nostri manager in un momento difficile e delicato dove c’è bisogno di grande compattezza all’interno della società. Aggiungo che ho chiesto personalmente alla dottoressa Giani di continuare a rappresentare Toscana Aeroporti alla presidenza della Fondazione “Talenti all’opera” della Scuola Sant’Anna di cui siamo uno dei soci fondatori. E questo conferma la continuità di un rapporto assolutamente costruttivo con la dottoressa».

Pisa è più debole senza Gina Giani e Toscana Aeroporti diventerà più fiorentinocentrica: come risponde a questa critica?

«Vorrei citare Dante che è stato un fiorentino cacciato dai fiorentini. Nel terzo canto dell’Inferno, ad un certo punto Virgilio osservando i dannati dice: non ragioniam di loro, ma guarda e passa. Questo è il mio sentiment. Anche perché stiamo continuando a parlare di qualcosa che sembra un fotoromanzo vecchio, di quelli che si trovano dal barbiere e che dopo un anno sono ancora sullo stesso tavolo. Credo che questo discorso abbia fatto il suo tempo. Il punto ora è un altro: la città, la Toscana e Toscana Aeroporti hanno davanti sfide epocali che richiedono sforzi eccezionali. Eccezionale è stata Gina Giani in questi anni, ma non perché eseguiva gli ordini di qualcuno, ma perché è stata una brava manager».

Quale scenario ha davanti il sistema aeroportuale?

«Ci siamo trovati, come tutti gli aeroporti, a passare da bilanci record in termini di passeggeri ed economici, sia su Pisa che su Firenze, a zero ricavi e quasi zero passeggeri. È difficile programmare con questa sequenza di nuovi decreti e nuove regole sanitarie. La risposta che si comincia ad avere da parte delle linee aree su Galilei e Vespucci incoraggia a pensare che probabilmente ci potrà essere una ripresa un pochino migliore della prospettiva pessimistica che ci eravamo prefigurati. Se questa pandemia continua la fase calante pensiamo che giugno potrà essere un mese di ripartenze dolci e luglio ed agosto di riprese più importanti. Certo scordiamoci quest’anno il traffico dei russi, quello brasiliano, forse anche quello cinese ed americano. Però potrebbe esserci traffico europeo che arriva in Toscana. E dalla Toscana potrebbero esserci movimenti verso l’Europa e il sud d’Italia».

E riguardo agli interventi infrastrutturali come intendente comportarvi?

«Anzitutto, noi non intendiamo bloccare niente. Tra l’altro Pisa ha continuato ad avere gli interventi che si potevano fare in un momento in cui bisognava capire cosa stava succedendo. Per inciso, non è che il settore aeroportuale sia stato ad oggi particolarmente supportato. Ma gli investimenti per noi continuano ad essere una priorità. Ci sarà una “scalatura” nel tempo. Ci saranno investimenti su sicurezza, piazzali, piste, eccetera. Invece gli investimenti sulla capacità dei terminal, a Pisa come a Firenze, avranno un rallentamento. Prima bisognerà recuperare un po’ di passeggeri. Intanto il grande obiettivo è far rientrare i nostri lavoratori dalla cassa integrazione facendo ripartire a tutti i livelli la società con la necessaria capacità finanziario-economica».

Che segnali arrivano da Ryanair, che da sola produce oltre il 60% del traffico passeggeri al Galilei?

«Ryanair ha prodotto in questi giorni una pubblicità che dice: prenota le tue vacanze in Italia a partire da 14,99 euro. Delle tre foto che ci sono, quella centrale è la Torre di Pisa. Questa è la risposta più evidente. Pensiamo che Ryanair dai primi di luglio riprenda la sua attività. Certo, come tutti vorranno capire come reagiranno i passeggeri. Al di là dell’offerta, è necessario stimolare i viaggiatori sul fronte della sicurezza. Nei nostri terminal è stato fatto un grande lavoro. Abbiamo studiato a fondo dei triage dove svolgere tutte le azioni di controllo prima dell’ingresso nei terminal per dare sicurezza a dipendenti e passeggeri. Gli aeroporti devono essere considerati il più possibile safe Covid. Questo darà ai passeggeri la spinta per tornare a volare».

Questi piani di sicurezza sono già pronti ad essere attuati?

«Abbiamo pubblicato le linee guida per i nostri dipendenti dal punto di vista sanitario. E abbiamo presentato ad Enac il nostro programma triage sia su Pisa che su Firenze. La struttura più sollecitata in questo momento è quella commerciale per essere pronti rispetto ai segnali di ripresa. Di sicuro non ci aspettiamo i livelli dell’anno scorso, ma già arrivare a percentuali significative sarebbe un grande successo per come si stava mettendo il mercato».

Il sindaco Conti l’ha invitata, appena possibile, a rappresentare la situazione alla città in consiglio comunale: come risponde?

«Raccolgo l’invito. In qualità di azionista di maggioranza, nella misura in cui avremo pronto un piano più credibile riguardo a tempi e misure previste (ci vorrà un mese o due), volentieri verrò a presentare i nuovi programmi».