Cuccioli di tartaruga tra le dune di Tirrenia: la natura riconquista spazi all’uomo

Il ritrovamento sull’arenile da parte dell’imprenditore locale Maurizio Ascione. Le possibili spiegazioni di un biologo dell’Università di Pisa 

TIRRENIA. Mistero sulla spiaggia di Tirrenia dopo il ritrovamento di quattro piccole tartarughe. Nate lì tra le dune o abbandonate da qualcuno che ha pensato di disfarsene? A noi piace pensare che la natura abbia ripreso i suoi spazi, nella tranquillità di questi giorni drammatici dettati dall’emergenza Covid-19. Chissà… Una cosa è certa: quella scoperta sull’arenile pisano ha coinvolto anche la Capitaneria di Porto di Livorno per cercare di capirne di più.

«Pensavamo potessero essere dei piccoli di Caretta Caretta e quindi ci siamo rivolti alle autorità e perfino al Wwf», afferma Maurizio Ascione, 65 anni, imprenditore tirreniese che, casualmente, ha fatto la scoperta insieme alla moglie Laura.


Il mistero è durato però ben poco. L’occhio esperto del dottor Marco Zuffi, naturalista e biologo, tecnologo dell’Università di Pisa presso il Museo di Storia Naturale di Calci, chiamato in causa dalle autorità allertate dal ritrovamento, ha escluso fin da subito la Caretta Caretta. «Quei piccoli non sono altro – ha spiegato il dottor Zuffi – che degli esemplari, commercializzati in Europa e in mezzo mondo, di testuggine palustre americana dalle orecchie rosse, nome scientifico Trachemys scripta, sottospecie elegans». Una tartaruga palustre per capirci, il cui possesso da alcuni mesi deve obbligatoriamente essere denunciato. E allora come sono finite lì? «Probabilmente abbandonati in zona, forse anche nate lì – ha spiegato il dottor Zuffi – ma sempre di specie alloctona e invasiva si tratta».

Una tartaruga d’acqua dolce, insomma, che si adatta con estrema facilità ai climi diversi e che potrebbe quindi aver trovato il suo habitat tra le dune di Tirrenia. Non è escluso che le uova deposte dalla madre in un luogo soffice, come la sabbia del nostro litorale, e nel silenzio di questi mesi, si siano schiuse, grazie anche al calore delle temperature di questi giorni, e i piccoli esemplari siano corsi in direzione dell’acqua (questa l'ipotesi più felice) o abbandonate da qualcuno sulla spiaggia. Ed è infatti lì, sulla battigia dell’arenile di Tirrenia, che Maurizio e Laura le hanno trovate. «È stata un’emozione imbatterci in questi piccolissimi animaletti – racconta Ascione – che abbiamo aiutato a raggiungere l'acqua. Non è comunque la prima volta che tra tirreniesi si parla di uova e tartarughe sulle nostre spiagge. Forse questi animali hanno trovato il loro habitat anche qui da noi». —

roberta galli