Esce per prendere il pacco alimentare al nipotino di un anno: multa di 746 euro

Pisa, lo sfogo della donna: «Non ero in giro a divertirmi». Sanzionato (300 euro) anche il fratello trovato in auto con lei

PISA. «Stavo andando a prendere il pacco alimentare per il mio nipotino. Non ero in giro per divertirmi». È in bilico tra la disperazione e l’arrabbiatura, Patrizia Saviozzi, 56 anni, un passato di lavori precari e un presente zavorrato dalla pandemia che scarica sui più deboli i maggiori effetti di esclusione economica e sociale.

Alla vigilia della Fase 2 con il suo barlume di ripartenza e di speranza, Patrizia sabato pomeriggio è stata multata perché «si spostava con un mezzo in assenza di comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o di motivi di salute all’interno del comune».

È successo a Sant’Ermete poco dopo l’ufficio postale. Una posto di blocco dei carabinieri schierati sul territorio per vigilare sul rispetto delle prescrizioni ed evitare assembramenti ha interrotto il tragitto tra casa sua e quella di una volontaria dell’associazione dei Cavalieri di Malta.

La stava aspettando per darle generi alimentari destinati al nipotino di un anno e mezzo. In macchina, una Fiat Qubo, c’era anche uno dei suoi due fratelli che non ha la patente, il padre del piccolo.«Premesso che soffro di attacchi di panico e di diabete - esordisce la signora Saviozzi - ho chiesto a mio fratello di accompagnarmi per sentirmi più sicura. La residenza formale ce l’ho a Gagno, ma dal 2017, quando è morta mia madre, mi sono trasferita in via Norvegia per accudire mio fratello disabile, di cui sono amministratrice di sostegno, e dare una mano anche all’altro fratello che convive e ha un bimbo piccolo. Viviamo tutti insieme, la situazione non è facile. I servizi sociali lo sanno».

Patrizia Saviozzi da tempo è in contatto con l’associazione Cavalieri di Malta. Ogni settimana le consegnano un pacco alimentare. «La signora Paola mi manda un messaggio quando è disponibile la scorta - spiega -. Lo ha fatto anche l’altro giorno. Giovedì non potevo andare e allora ci siamo accordate per sabato. Lei abita nel quartiere San Marco. Stavo andando all’appuntamento quando ho incrociato i carabinieri a bordo strada. Hanno tirato fuori la paletta e mi hanno controllato».

Non c’è solo il verbale da 746 euro, violazione aggravata perché commessa con l’uso di un veicolo, a carico della 56enne. Un conto da 300 euro è stato rifilato anche al fratello che era nell’abitacolo. Una presenza non contemplata dal decreto che disciplina spostamenti e circolazioni. «L’ho spiegato in tutti in modi perché ero in macchina - riprende Saviozzi -. Mio fratello mi faceva compagnia. Gli attacchi di panico posso arrivare in qualunque momento. Non avrei saputo gestirli. L’ho detto ai militari e anche la volontaria dell’associazione al telefono glielo ha chiarito, ma la risposta è stata che dovevo stare da sola in auto. E poi anche che i corrieri portano la spesa a casa. Non è così. Il pacco alimentare non possono consegnarlo in quel modo».

Con il nucleo familiare dei Saviozzi il destino non è stato benevolo. La mancanza di lavoro acuita dal coronavirus ha fatto precipitare la famiglia in una sofferenza da cui è difficile risollevarsi. «Ho perso il lavoro anni fa e mi arrangiavo facendo le pulizie - continua donna -. Portavo a casa 200-300 euro. Ora è finito tutto. Viviamo con la pensione di invalidità di mio fratello».

Alla voce dichiarazioni del trasgressore Patrizia Saviozzi ha fatto scrivere "Pacco spesa". Dopo la contestazione e la firma del verbale ha potuto proseguire per recarsi a casa della volontaria per il pacco alimentare. «Sono oltre mille euro di sanzioni, non possiamo pagarle - conclude la donna -. Sono mortificata. Stavo andando a prendere da mangiare per il mio nipotino di un anno e mezzo. Non ero fuori per sfizio. È una vergogna essere trattati in questo modo. Non esiste proprio».

Lo sfogo si chiude con un quesito che diventa timore: «La prossima settimana devo tornare a prendere l’aiuto dell’associazione di volontariato e non so come fare. E se mi multano un’altra volta?».