Pisa, violenza nella baracca:l’arrestato smentito dalla prova del dna

Confermato il racconto della vittima alla polizia

PISA. Il dna smentisce la versione del 30enne arrestato con l’accusa di aver violentato una ragazza conosciuta la sera stessa sui lungarni. Come anticipato dal Tirreno il 24 gennaio (altri giornali riportano solo oggi la notizia, ndr) l’esame sui materiali a disposizione degli inquirenti ha accertato la presenza di tracce biologiche dell’indagato nelle parti intime della giovane che sostiene di essere stata abusata una sera d’agosto in una baracca in zona Aurelia sud. Mohamed Bouali, tunisino, assistito dall’avvocato Massimo Parenti, ha sempre negato di aver consumato un rapporto completo con la 19enne studentessa livornese. «Abbiamo avuto solo un rapporto orale consenziente» è stata la sua difesa che, ora, il dna annulla accreditando quella della ragazza. La comparazione del dna era stata decisa nel corso dell’incidente probatorio davanti al gip Pietro Murano.

Il confronto è avvenuto tra il dna dell’immigrato con l’esito del tampone vaginale eseguito al pronto soccorso alla ragazza che si presentò dichiarando di essere stata violentata. «Mi ha costretta a un rapporto sessuale completo» è il punto da cui non si mossa di un millimetro la 19enne confermando la denuncia dell’agosto scorso alla squadra mobile diretta da Fabrizio Valerio Nocita. I due si erano incontrati per caso tra gruppi di amici in centro. «L’ho invitata dove vivo perché insieme saremmo andati a cercare droga per lei» aveva spiegato il tunisino al momento dell’arresto. «L’ho seguito solo perché non potevamo più bere alcolici in centro e allora lui mi ha proposto di prendere una birra dove abitava» è stata la versione di lei. La studentessa, sottoposta a esami intimi e del sangue, era risultata essere positiva all’assunzione di hashish e cocaina. «Ma non quella sera, è successo qualche giorno prima» aveva chiarito agli investigatori della squadra mobile. L’incontro era avvenuto in una baracca sull’Aurelia zona Ikea. Adesso il dna conferma il racconto della giovane. —