Ologrammi 3D e telepresenza: le nuove frontiere della città dei saperi - Video

La Alkedo produzioni presenta in Camera di commercio la tecnologia sperimentata con Gianna Nannini a XFactor

Il giornalista dialoga con l'ologramma 3d

PISA. Se non è teletrasporto poco ci manca. E la grande novità è che è una tecnologia alla portata di tutti. Grazie all’olografia, la tecnica che permette di visualizzare immagini tridimensionali, l’Alkedo produzioni di Pisa ha realizzato un esperimento di telepresenza in real time. Vale a dire una videoconferenza tridimensionale in cui l’ologramma è una persona fisica che può interagire col pubblico e con l’ambiente in tempo reale. Un sistema che lo scorso 14 novembre ha permesso a Gianna Nannini di apparire sotto forma di ologramma sul palco di XFactor. E che ieri (martedì 17 dicembre) è stato presentato nella Camera di commercio di Pisa dall’azienda che ha reso possibile la “rivoluzione”: la pisana Alkedo, non a caso lo stesso nome dell’imbarcazione romana ritrovata a San Rossore e ora star del museo delle Navi antiche agli Arsenali medicei.

«Eccomi qua», ha esordito Sergio Piane, general manager di Alkedo, comparendo in ologramma davanti agli studenti dell’Itis Leonardo da Vinci (a cui è stata dedicata una vera e propria lezione sulle nuove tecnologie) e ai giornalisti presenti ieri nel salone Rino Ricci della Camera di commercio. Il suo corpo ha preso forma su un telo semitrasparente in cui un sistema di proiezione ha reso possibile la visualizzazione della sua immagine in tridimensione. In realtà Piane era in una stanza a pochi metri di distanza, ma poteva essere a Tokyo, New York o anche - sognano sempre più in grande - in un altro pianeta.

Il dietro le quinte (Fotoservizio Fabio Muzzi)


«Gli ologrammi in telepresenza permettono non solo di essere presenti in un posto sebbene lontano, ma anche di interagire e partecipare – ha spiegato attraverso il suo ologramma –. Questa tecnica consente una presenza in convegni, conferenze e non solo. In tutte le sue declinazioni, può essere utilizzata nelle più svariate forme come mezzi di comunicazione o come nuova frontiera commerciale. Pensate ad una vetrina che si anima o a un box che contiene oggetti immaginari ma quasi toccabili».

E neanche il costo, secondo Piane, rappresenta un problema: «Come per tutte le cose, esistono differenti qualità e tipologie di ologrammi – ha spiagato –. Se qualcuno vi chiede quanto costa un vestito, o quanto costa un mobile, voi rispondete, dipende! Noi siamo in grado di realizzare ologrammi per tutte le fasce di prezzo e per tutte le necessità. Questo sistema può essere utilizzato in piccole e grandi location. Possiamo realizzare vetrine olografiche per negozi, creare box olografici di piccole dimensioni, fino ad arrivare a gadget olografici che non superano il costo di 10 euro. È ovvio che un grande allestimento come quello realizzato per la Nannini a XFactor (realizzato anche grazie al supporto del 5g di Vodafone e la multinazionale francese Altran, ndr) ha costi più elevati. Tuttavia non sono superiori alle tradizionali scenografie. Va poi considerato che nell’ambito teatrale o fieristico, una scenografia olografica consente un sostanziale risparmio, nelle repliche e bei trasferimenti da un teatro all’altro».

A questo risultato Alkedo è arrivata grazie a un team di ricercatori e tecnici specializzati nella ricerca, sviluppo e innovazione nel settore cinematografico e in quello audiovisivo. Un team specializzato nelle nuove tecnologie ipermediali che hanno una matrice tutta pisana. «Ancora una volta, la “Città dei Saperi”, Pisa, si dimostra scuola di alta tecnologia nel mondo – ha sottolineato Piane –. E questo grazie a un gruppo di ricercatori e tecnici, ed esperti in regia cinetelevisiva, formatisi nelle strutture universitarie e provenienti dai vari centri di ricerca pubblici e privati del territorio».

Del resto, non poteva essere altrimenti nella città in cui è stato costruito il primo computer e attivato il primo corso di laurea di informatica in tutta Italia. —