Arena sì-moschea no, l’iter può procedere

L’area di Porta a Lucca di proprietà della comunità islamica

Il Tar non concede la sospensiva dopo il ricorso della comunità islamica di Pisa contro lo stop al permesso a costruire 

PISA. L’iter della variante congiunta sì alla nuova Arena-no alla moschea può andare avanti. Non ci sono ragioni per accordare una sospensiva. Così si è espressa con propria ordinanza la terza sezione del Tar della Toscana. Questo significa che la procedura avviata dall’amministrazione comunale può andare avanti. La giunta di Palazzo Gambacorti, dopo l’adozione dell’atto, prevede l’approvazione entro il gennaio 2020, mentre è in corso la fase delle osservazioni.

L’amministrazione comunale segna con un sorriso il punto incassato dal Tar, anche se la vicenda non è chiusa. Il Tribunale amministrativo regionale si è espresso sul ricorso proposto da Mohammad Khalil, presidente dell’associazione culturale islamica di Pisa, contro il Comune di Pisa e il ministero per i Beni e le attività culturali. In pratica, la comunità islamica aveva chiesto di sospendere l’esecuzione del provvedimento impugnato, ovvero gli atti di Comune, Sovrintendenza e Collegio del Paesaggio che di fatto avevano bloccato ed annullato il permesso a costruire la moschea sui terreni di Porta a Lucca, di proprietà della comunità islamica.

Il punto essenziale del pronunciamento del Tar è che «non sussistono ragioni di urgenza tali da richiedere l’adozione immediata di misure interinali». Dunque, nessun provvedimento per ora dal Tribunale amministrativo. Anche perché, e questo è l’altro aspetto essenziale, nel frattempo sono sopraggiunti elementi diversi che richiedono l’intervento di una diversa sezione del Tar, la prima, competente per le controversie relative all’attività amministrativa di pianificazione e governo del territorio.

Il fatto nuovo, in sostanza, è l’avvenuta adozione della variante urbanistica da parte del consiglio comunale. Si tratta dell’atto che, come riporta il Tar, ha «il dichiarato obiettivo di riqualificare l’area dello stadio comunale Arena Garibaldi e del quartiere di Porta a Lucca, nella parte in cui imprime all’area di proprietà della ricorrente la destinazione a parcheggi pubblici e verde pubblico in luogo della pregressa destinazione a servizi per il culto ed attività culturali e sociali».

Così, di fronte a tutto ciò, la terza sezione del Tar Toscana passa la causa al presidente del Tribunale amministrativo regionale perché «effettui le valutazioni e adotti i provvedimenti di sua competenza». In attesa di questi eventuali sviluppi, l’assenza di sospensive permette al Comune di Pisa di portare avanti l’iter che ha come prossimo passaggio l’approvazione della variante urbanistica che, nell’ultima versione, lega il restyling dell’Arena alla cancellazione della previsione della moschea per l’esigenza di realizzare in quella zona nuovi parcheggi. —

Francesco Loi

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.