Mercato immobiliare, crollo dei prezzi in 10 anni: a Pisa si salva solo chi ha casa sui lungarni

A Porta a Lucca la svalutazione è del venti per cento. Sul litorale il calo tocca i 300 euro al metro quadro

PISA. Gli unici a non aver subìto gli effetti della crisi del mercato immobiliare sono i proprietari degli appartamenti sui lungarni di Pisa. Nell’ultimo decennio (2008-2018) i valori degli immobili con affaccio sull’Arno sono rimasti intatti: da un minimo di 2.300 ad un massimo di 3.400 euro al metro quadro. Certo, il valore non è cresciuto, ma non è andato nemmeno incontro al crollo che ha investito tutte le altre zone della città. . Una “crisi”, certificata dalle quotazioni dell’Agenzia delle Entrate, che ha portato ad una svalutazione degli immobili con punte che sfiorano il 20%. Undici anni fa, alla soglia della crisi economica, per comprare una casa in uno dei quartieri storici (San Francesco, San Martino, Santa Maria e Sant’Antonio) occorrevano da un minimo di 2.240 ad un massimo di 3.060 euro al metro quadro. Dopo un decennio, i valori sono scesi di almeno 300 euro.



Un crollo generalizzato che ha investito particolarmente la fascia urbana immediatamente al di fuori del centro storico e le aree residenziali con un picco di ribassi che a Porta a Lucca sfiora il 20%. In questo quartiere di Pisa, nel 2008 erano necessari almeno 2.240 euro al metro quadro, mentre oggi ne bastano poco più di 1.800.

Nella zona delle Piagge, il crollo si attesta attorno al 17% con prezzi che arrivano a sfiorare un ribasso di quasi 600 euro al metro quadro.

Un’opportunità per le persone alle quali la crisi non ha intaccato il conto corrente o per chi è alla ricerca di una casa da acquistare, non proprio un affare per chi ha fatto del “mattone” un investimento per la vita.

Se i proprietari di casa del centro e zone limitrofe non possono dirsi soddisfatti, quelli delle aree periferiche non hanno certo motivo di esultare. I valori degli immobili, infatti, sono andati incontro ad un calo che va dal 5% (quotazioni minime) di Ospedaletto al 21% di Gagno e I Passi.

Invece sul litorale, dove i prezzi precedenti alla crisi potevano arrivare a superare i 3.100 euro al metro quadro, l’Agenzia delle Entrate registra un calo che oscilla tra il 5 e il 10%: acquistare una casa a Marina, Tirrenia o Calambrone costa tra i 110 e gli oltre 300 euro in meno rispetto ad un decennio fa.

Cifre che non rappresentano i valori esatti per chi deve decidere il prezzo di vendita o per chi deve presentare un’offerta di acquisto, ma un’indicazione per chi deve “calarsi” nel mercato immobiliare e una certificazione di una crisi che ha falcidiato quello che un tempo era un solido mercato. «Pisa è una realtà dove la richiesta non manca – commenta Nicola Bagnoli, responsabile di Anama Confesercenti – Il problema è l’offerta disallineata: i proprietari sperano in una ripresa del mercato e, chi non ha fretta, attende periodi migliori».

Diverso, invece, la situazione degli affitti, come sottolinea ancora Nicola Bagnoli: «A fronte di una flessione delle vendite, il mercato delle locazioni continua invece a produrre buone rendite. Per un’inversione di tendenza occorrerà ancora molto, ma il mercato ha toccato il minimo e probabilmente non continuerà in questa parabola discendente». 
 

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