Nuovo Teatro Rossi, la Regione dà il via al progetto

La proprietà della struttura sarà acquisita grazie al decreto sul federalismo demaniale La riapertura al pubblico sembra finalmente possibile

Pisa. Compleanno speciale per il TRA, l’associazione Teatro Rossi Aperto. Nata a tutela dello storico teatro in via del Collegio Ricci, TRA festeggia il suo settimo anno di vita, dedicata a restituire alla comunità un luogo ricco di potenzialità culturali e di arte. Un percorso non facile che dura da molto tempo. Adesso, l’ufficiale apertura di un tavolo interistituzionale che coinvolge non solo Pisa ma anche la regione Toscana.

Presente alla conferenza di ieri l’assessore alla cultura della regione Toscana Monica Barni: «Una politica non a breve o brevissimo tempo. Una politica che pone delle prospettive per il futuro. Non posso quindi che essere interessata a un progetto come quello del TRA – dichiara – proprio perché punta ad una rigenerazione urbana di locali che sarebbero dimenticati, e di conseguenza alla creazione di un veicolo di fruizione culturale negli spazi pubblici estremamente prezioso».


Il Teatro Rossi, il primo a Pisa, edificato nel 1771, e “sopravvissuto” ad alterne vicende burocratiche e non, oggi può sperare in un percorso diverso.

Un nuovo progetto che punta non solo a ristrutturare i locali dello stabile, contenente cimeli preziosissimi, come le giare di fine settecento utilizzate una volta per l’ottimizzazione acustica, ma anche alla creazione di un luogo che possa rappresentare la comunità.

«Il punto del nostro lavoro – spiega Alessandra Burco, presidente TRA – non è solo riaprire, ma è mantenere vivo questo luogo, dove tante realtà possono trovare spazio. Queste mura hanno assistito negli anni a spettacoli, concerti, presentazioni di libri, mostre, progetti di alternanza scuola-lavoro, festival di corti cinematografici e molto altro»

«La bellezza del Teatro Rossi è innegabile – prosegue – lavora per noi, e noi in cambio dobbiamo far divenire questi locali un presidio di cultura, un’esperienza di dialogo e linguaggi».

L’attivismo e l’ostinazione di TRA vede oggi dei risultati. Dopo un primo passo formale, la Regione potrà acquisire, grazie al decreto legislativo del 2010 sul federalismo demaniale, la proprietà dell’immobile e facilitare il percorso verso la riapertura.

«È stata già individuata una società – sottolinea Burco – che si impegni nella rivalorizzazione della struttura, in modo da rendere possibile la creazione di un valido programma di riqualificazione culturale».

La fase successiva, grazie ad un valido progetto, permetterebbe la stipula di un accordo di valorizzazione fra il Demanio, la Sovraintendenza e la Regione Toscana per arrivare poi al passaggio di proprietà e alla concreta possibilità di riapertura al pubblico dei locali. –

Giulia Serni



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