Chiesti 14 anni di carcere per il padre accusato di aver violentato la figlia

L'ingresso del tribunale di Pisa

Sotto accusa un operaio di 45 anni abitante in un comune della provincia di Pisa

PISA. Una condanna a 14 anni per reati che vanno dai maltrattamenti in famiglia alla violenza sessuale aggravata nei confronti di una figlia che all’epoca aveva 8 anni. È la richiesta del pm Miriam Pamela Romano al termine della sua requisitoria nei confronti di un operaio 45enne della provincia (omettiamo il nome per tutelare le parti offese, ndr) sotto processo davanti al collegio del Tribunale (presidente Dani, a latere Iadaresta e Grieco).

Il magistrato ha spiegato nel suo intervento perché l’imputato è colpevole e poi ha formalizzato la pena di 14 anni. Una posizione condivisa dalla parte civile (l’ex moglie con i figli) assistita dall’avvocato Marianna Lupoli. La prossima udienza servirà per ascoltare le arringhe della difesa, rappresentata dall’avvocato Simona Volpi, e poi si arriverà alla sentenza.


In una delle intercettazioni agli atti, fatte sentire in aula, l’imputato in auto parla da solo e sembra quasi tormentato: «Sarà successo sì e no tre volte. E almeno in due occasioni dopo mi sono vergognato». Diversi minuti di un soliloquio quasi a voler parlare con la sua coscienza. Registrazioni agli atti e messe insieme dagli investigatori durante le indagini avviate dopo la querela della moglie. Destinatario di un divieto di avvicinarsi alla famiglia, l’uomo in macchina sembra arrovellarsi sull’origine e la fondatezza delle accuse. Una cimice registra e arricchisce la mole di prove a suo carico. Quella frase «dopo mi sono vergognato» si presta a interpretazioni colpevoliste. Si riferiva ai maltrattamenti contro la moglie o alla violenze sulla figlia? Nel dibattimento c’è stato spazio anche per altre intercettazioni. File dal contenuto significativo per capire un certo clima all’interno delle famiglie in cui deflagra la bomba di un’accusa di stupro padre-figlia.

Le indagini sono state lunghe e con diversi passaggi anche davanti al giudice in occasione degli incidenti probatori a cui sono stati sottoposti i minori e la loro mamma.

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