Maltrattava i suoi bambini obbligandoli a pregare tutte le sere

Padre patteggia 2 anni, li lasciava anche senza cibo il venerdì santo di Pasqua. I piccoli costretti tutte le sere a recitare il rosario prima di andare a cena

PISA. Loro, i figli, sono talmente scossi che non vogliono più vederlo. Lei, la moglie, ha chiesto la separazione ottenendo che i bimbi siano visti dal padre solo alla presenza delle assistenti sociali. Lui, religioso al limite del fanatismo, protagonista e causa di una situazione familiare segnata da un clima oscurantista, ieri mattina ha patteggiato 2 anni con la sospensione della pena per l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

Ha 47 anni e vive nel Pisano (omettiamo il nome per non rendere riconoscibili i minori coinvolti come parti offese, ndr). La sua colpa? Obbligava i figli a pregare ogni giorno con la pretesa di un’abnegazione degenerata in integralismo. Una carezza o un gioco per i suoi figli? No, al massimo una veglia di preghiera. La recita del rosario tutte le sere al tavolo dove prima dei pasti era necessario raccogliersi in meditazione e invocare Cristo, la Vergine Maria e tutti i santi. Le urla e in alcuni casi anche le mani alzate in auto sui figli di 12 e 13 anni che non ne potevano più di quella vita condizionata da una religiosità da estremisti.

L’udienza è stata rapida davanti al gip Donato D’Auria (pm Miriam Pamela Romano). La difesa ha chiesto di patteggiare e, con il consenso della Procura, il giudice ha ritenuto congrua la pena di 2 anni con la condizionale. La moglie quasi ex si è costituita parte civile per i figli, ma il patteggiamento rimanda al fronte civilistico l’eventuale risarcimento del danno. In parallelo è in corso la causa di separazione. Uno scontro senza sconti tra gli ex coniugi, la cui serenità domestica è stata avariata da un culto elevato all’eccesso da parte dell’uomo. Un clima pesantissimo per anni ha dettato i tempi di un disagio per moglie e figli provocato, secondo la denuncia della donna, da un’ossessione per la Chiesa e la devozione da ultras cattolico. Negli atti d’accusa sono finite anche le frequentazioni dell’uomo di un gruppo di preghiera a cui portava pure i figli piccoli. Non erano le lezioni di catechismo che uno si immagina in parrocchia. I bambini erano costretti, sempre stando alla querela della donna, a seguire riunioni di preghiera ai limiti dell’esaltazione e non idonee per dei bimbi che si sentivano a disagio in quell’ambiente.

Non solo. Agli atti è stata considerata come forma di maltrattamento anche la pratica imposta in casa dal 47enne di far alimentare solo con il latte i due figli il venerdì santo, giorno in cui il padre osservava il digiuno nel periodo della quaresima. La moglie ha retto per un po’ e poi quando ha capito che non poteva modificare l’integralismo del marito, capace di segnare in negativo l’equilibrio dei due figli, ha deciso di denunciarlo e di separarsi. Se il profilo Facebook racconta a grandi linee quelli che sono svaghi e interessi di una persona, per l’ultra cattolico pisano esistono solo salmi e letture dei vangeli. Neanche una foto della famiglia o di una vacanza. Un’esistenza votata alla preghiera perpetua dalla quale moglie e figli sono usciti con disperazione e patimenti. 

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