La seconda vita del primario di Cisanello: eccolo recitare nel film con la Cortellesi

Dirigente all'ospedale pisano, ha un ruolo nell’ultima pellicola dell’attrice Cortellesi: «Dico anche una battuta»

PISA. Per un giorno ha riposto nell’armadio il camice bianco. E sempre in un ideale cassetto personale ha lasciato diagnosi a volte fatali e terapie da prescrivere ai suoi pazienti. Per un giorno un primario di Cisanello, ha smesso i panni del medico per indossare in un opposto anche cromatico quelli della spia russa.

Magia del cinema e potenza della passione di chi, come il professore in questi mesi impegnato a fronteggiare anche il super batterio killer New Delhi, ha vissuto un piccolo sogno.

Poche scene - quelle del professor Francesco Menichetti, responsabile a Cisanello dell’unità operativa di malattie - una battuta in russo al bancone del bar in un hotel, e il medico, faccia truce e sguardo algido quasi da killer, può vantare il nome nei primi titoli di coda che appaiono nel film “Cosa ci dice il cervello” con l’attrice Paola Cortellesi come protagonista.

Il film è uscito nelle sale ad aprile e in questi giorni è stato riproposto da Sky Cinema. È la storia di un agente segreto, interpretato dalla Cortellesi, all’apparenza un’anonima impiegata ministeriale, che conduce una sua personale lotta contro le ingiustizie subìte da alcuni amici sul posto di lavoro.

In parallelo deve dare anche la caccia al cattivo di turno e su questo fronte, nella penombra di un albergo che nella pellicola si vuole russo, compare in maglione dolcevita nero e completo antracite anche il professor Menichetti nel ruolo di una spia dell’ex Urss. Al suo fianco non solo la protagonista, attrice doc, ma pure due colleghi del medico.

Uno è il professor Pierfrancesco Parra, il “dottor laser” di Montecatini, nella parte del barman e già visto come comparsa nel precedente film della Cortellesi con Antonio Albanese “Come un gatto in tangenziale” e il secondo è un altro camice bianco prestato al cinema, Giampiero D’Offizi di Roma.

Professore si è dato al cinema?

«Ma no. È stato un cameo. Però devo dire che in tanti mi chiamano per dirmi: hei, ma sei tu nel film? Sì, sono io».

Esperienza unica o intendere continuare?

«Magari potessi continuare...(sorride, ndr). Mi sono proposto alla produzione americana che a Matera che sta girando il nuovo film di James Bond. Ho una profonda passione per il cinema. Sono quello che si dice un cinefilo e mi sento anche un esperto».

Come è arrivato a girare quel piccolo ruolo?

«Sono legato da una lunga amicizia al regista Riccardo Milani. Lo conosco da tantissimi anni. Un giorno mi ha fatto questa proposta e ho accettato».

Come è andata sul set?

«Le scene sono state girate in un giorno di riprese all’Hotel Mediterraneo a Roma. È stato allestito un set in stile liberty come fosse un albergo russo. (È al bar che la Cortellesi incontra un agente segreto russo che le passa informazioni per catturare il cattivo del film e il professor Menichetti è uno dei due guardaspalle della spia, ndr)».

Due spie russe e un barista che nella vita fanno i medici.

«Sì, è così. Abbiamo questa passione. Il regista è una persona sensibile e spiritosa che racconta storie politicamente corrette. Per chi ha visto il film la scena della pediatra è di un’attualità unica. La paziente che pensa di saperne più del medico perché consulta il “dottor Google” è verità assoluta. È venuto fuori questo cameo e ogni tanto qualcuno mi chiama o mi incontra chiedendomi se è possibile che sia io quello del film. E io rispondo che non solo è possibile, ma è una cosa che ho anche voluto e molto desiderato».

Dice anche una battuta.

«Sì, chiedo una vodka ghiacciata. Lo dico in russo. È stato un delirio impararlo».

Quante volte ha ripetuto la scena?

“Sei volte, sei ciak. E in tutto c’è voluta un’intera giornata di lavoro a Roma».

Si guadagna bene con il cinema?

«Non ho preso un euro, per carità. Tutto gratis, pro bono. Sono un dipendente pubblico. Ho girato in un giorno di ferie e senza compenso. È solo una grandissima passione».

Prima volta come attore?

«A questo livello diciamo di sì».

Ci sarà un seguito?

«Speriamo di continuare. Se qualcuno mi prende in considerazione non dico di no a patto che siano proposte di livello. Conosco bene il regista Alfonso Cuarn (Oscar per Gravity nel 2013 e Roma 2018 con cui ha vinto anche il Leone d’Oro a Venezia, ndr) che vive parte dell’anno a Pietrasanta. Ho avuto modo di conoscerlo. Mi aveva promesso una piccola parte, ma non si è fatto vivo. Comunque ci conto».

Nell’attesa c’è sempre James Bond…

«Aspetto una risposta. Mi piacerebbe fare il red carpet a Venezia con Daniel Craig. O meglio Craig accanto a me. Come dire “chi è quello accanto al professor Menichetti?” (robusta risata, ndr).
 

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