Bimbo morto in auto, la lettera del papà pisano che perse sua figlia: "Conosco quel buio"

Il papà della piccola Giorgia Carli con in braccio la sorellina più grande (foto Giancarlo Grassi)

Daniele Carli dimenticò la sua bambina davanti all'ingresso del cancello dove lavorava: ecco il suo abbraccio al genitore di Catania, che sta vivendo la stessa tragedia

PISA. Lui è un sopravvissuto. E ora che è riuscito a trovare un equilibrio sopra la follia che rischiava di travolgerlo vuole essere utile a chi sta vivendo la sua stessa disperazione. L’ingegnere Daniele Carli, padre della piccola Giorgia, morta in auto il 18 maggio 2018 a San Piero a Grado per una incolpevole dimenticanza del papà, ha scritto al genitore di Catania che ha perso il figlio di due anni, Leonardo, con le stesse atroci modalità.

«Ho intenzione di sentirlo dopo questo momento particolare, cercherò un contatto» confida al Tirreno Carli, 45 anni, originario di Scarlino, residente a Cascina, che a livello penale ha ottenuto l’archiviazione perché le consulenze mediche hanno accertato un’amnesia dissociativa transitoria. Un buco nero in cui finì la bimba di undici mesi. Ingegnere, come si sopravvive a una tragedia del genere?«La famiglia e gli amici sono stati fondamentali. Mi sono sentito di dare questo sostegno all’amico di Catania ricordandogli quello che è successo a me e anche l’evoluzione che c’è stata. Volevo metterlo a conoscenza che un percorso è possibile».Il suo quale è stato?«La mente ha una potenza devastante nel tornare sull’accaduto. È un vortice che ti risucchia in un ricordo molto doloroso e per riuscire ad andare avanti serve l’aiuto di chi ti sta vicino. Ho una figlia più grande, Lavinia (e nel frattempo è nata anche Lucrezia ndr), e questo è stato importante. E soprattutto devo ringraziare mia moglie. È stato un grandissimo supporto».Il pensiero di quel giorno è il suo tormento.

«La mente torna sempre lì».Come si "difende"?«È una domanda ripetuta all’infinito. Non c’è una cura per evitare che la mente non torni lì. E quindi l’unica cosa che io suggerisco all’amico catanese è che si lasci aiutare e sorreggere dalla famiglia nella speranza che la moglie possa capire come è successo a me».Ha avuto bisogno anche di uno psicologo e di un sostegno farmacologico.«Sì, ho riflettuto molto con un psicologo che mi ha sostenuto. Suggerirò all’amico un supporto del genere. Dei farmaci non ho avuto bisogno. Non si può capire quello che è successo nella mente perché è un lato oscuro. Si può comprendere come poter recuperare non dico la serenità, che è una cosa troppo grande. Però un minimo di tranquillità sì».Cosa deve fare ora il papà di Leonardo?«Non deve essere lasciato solo. Né lui si deve abbandonare. Sarebbe pericoloso».La tragedia di Catania ripropone i sistemi di sicurezza per i bimbi. La tecnologia in un’auto è ai limiti della fantascienza. Eppure gli ovetti per i bimbi restano un presidio vulnerabile.«Ci sono i modi per aiutare le persone a non ricadere in questo problema. Le vie ci sono, esistono. Una è quella dei seggiolini con gli alert».

La legge c’è, ma mancano decreti attuativi per le specifiche tecniche.«Sì, sono sciocchezze. Evidentemente non ci si rende conto che basterebbe poco per evitare queste tragedie. L’amnesia dissociativa può provocare la morte. Esiste ed esisterà sempre. Può accadere a tutti. A volte puoi dimenticare un cellulare, a volte un figlio. È questa cosa è devastante. Sapere che può esserci una soluzione e non implementarla è veramente da sciocchi per non dire di peggio».La sua storia personale è servita almeno in Toscana.«È davvero lodevole il lavoro fatto dalla giunta regionale e dall’amico Antonio Mazzeo (consigliere del Partito democratico) e dall’assessore all’Istruzione Cristina Grieco per l’obbligatorietà del badge sul controllo della presenza dei bimbi negli asili. La tracciabilità del bimbo nell’edificio scolastico è importantissima. Le altre Regioni facciano la stessa cosa. Se questa legge ci fosse stata nel maggio 2018, la mia Giorgia oggi sarebbe viva».A che punto è la raccolta dei libri in memoria della bimba?«Le valigie con i libri sono pronte. Li consegneremo nelle prossime settimane. Saranno singole consegne, non un’iniziativa unica. Una cosa semplice».

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