La ricetta del sindaco di Pisa per sgomberare i rom: soldi agli abusivi per lasciare le baracche

Non solo ruspe, bensì 6mila euro a famiglia e 10mila euro per i rimpatri: ecco i costi extra dell’intervento in via Maggiore

PISA. La foto di copertina è quella delle ruspe che abbattono il campo nomadi di Ospedaleto. Quella dietro le quinte ritrae il tesoriere del Comune di Pisa che dispone bonifici affinché le famiglie rom abbandonino le baracche in via Maggiore. L’operazione che ha portato la giunta a trazione leghista a rispettare quanto promesso in campagna elettorale ha avuto un costo ben superiore a quello necessario per le opere di demolizione. Per incentivare l’esodo degli abusivi l’amministrazione ha infatti messo sul piatto 6mila euro per ogni nucleo familiare, che diventano 10mila se si accetta il rimpatrio. Soldi, come certificato dalle relazioni dei servizi sociali del Comune, indispensabili affinché gli abitanti del campo trovino un’altra casa vista la loro condizione di assoluta povertà. Fondi che il sindaco Michele Conti non ha sbandierato ai quattro venti, anche perché in passato la destra criticò l’esborso di contributi comunali per favorire gli sgomberi. E in più si trattava di somme di gran lunga minori rispetto a quelle finanziate dalla sua amministrazione.

Il costo extra dell’operazione Ospedaletto è stata pari a 190mila euro. La cifra, materialmente gestita dalla Società della Salute, è stata messa a disposizione con una serie di delibere di giunta consultate da Il Tirreno. I lavori per sgomberare il campo rom cominciano nell’autunno del 2018. Il 29 novembre la giunta si riunisce e approva la delibera numero 232 con oggetto il “Superamento insediamento rom via Maggiore Ospedaletto”. Si tratta di un atto di indirizzo che sottolinea “l’urgenza di intervenire a risolvere una situazione di degrado e ripristinare la sicurezza dell’area” e dà mandato alla direzione sociale, a quella all’ambiente, al verde e arredo urbano, nonché alla polizia municipale di chiudere il campo “entro 18 mesi attraverso azioni che comportino la progressiva diminuzione dei dimoranti nell’area e la contestuale rimozione delle struttura abusive”.


I mesi passano, i vari uffici del Comune portano avanti il loro lavoro e finalmente si arriva al dunque. A porre la questione economica sono le relazioni della Società della Salute, indicata da subito come “soggetto regolatore e attuatore di forme di sostegno economico-sociale”, che sottolinea come gli abusivi di Ospedaletto non abbiano i mezzi per trovare un’altra abitazione. Sulla base di questo la direzione sociale Urp-Partecipazione-Pari opportunità-Politiche giovanili-Attività produttive del Comune propone alla giunta di “destinare al progetto interventi straordinari di sostegno sociale, quali contributi per l’affitto non rientranti tra quelli disciplinati dal regolamento per l’emergenza abitativa e contributi economici non rientranti tra quelli ordinari”.

La proposta della dirigente, datata 10 aprile 2019, è accolta dall’amministrazione il giorno dopo e diventa parte integrante della delibera 49. Con quest’atto la giunta Conti stabilische di destinare agli abitanti del campo di via Maggiore “un contributo straordinario per agevolare il pagamento del canone di locazione per l’abitazione”. Il contributo è individuato in massimo 6mila euro a famiglia. In alternativa l’amministrazione ha previsto “un contributo economico straordinario una tantum di 500 euro per persona” e di “mille euro per ogni portatore di handicap”. Il tutto sempre “con un limite massimo di 6.000 euro per nucleo familiare”.

La relazione adottata nella delibera di giunta prevedeva anche un contributo per chi eventualmente volesse lasciare l’Italia. E la proposta è adottata in una successiva delibera di giunta, la numero 85 del 30 maggio, che dispone un contributo di 10mila euro per ognuna delle 7 famiglie (5 con figli disabili e 2 con adulti malati gravi) disposte a ritornare in Macedonia.

In tutto per la prima delibera sono stati stanziati 120mila euro, per la seconda 70mila. Soldi che hanno agevolato lo sgombero del campo abusivo di Ospedaletto culminato lo scorso 5 settembre con l’arrivo delle ruspe in via Maggiore. Ma il sindaco Conti e l’onorevole Edoardo Ziello, che indossavano caschetti da operai durante il lavoro delle ruspe, sono gli stessi che criticarono la passata amministrazione per aver incentivato gli sgomberi con dei fondi. La tecnica fu usata anche dalla giunta di Marco Filippeschi che, però, spese molto meno: dai 300 ai 500 euro a famiglia per la caparra dei contratti di locazione e il solo costo dei biglietti aerei per chi accettava il rimpatrio. Insomma, usarono la stessa tattica ma con meno foto-simbolo e un risparmio per i cittadini. —


 

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