Domus Mazziniana, Galletti nel cda in rappresentanza del ministero

La consigliera regionale  del M5S: credo si possa fare di più per valorizzare e far conoscere questo importante istituto storico 

PISA. Anche il ministero dei Beni culturali ha nominato il suo rappresentante nel consiglio di amministrazione della Domus Mazziniana. Si tratta di Irene Galletti, che è anche consigliera regionale del Movimento 5 Stelle. Nell’atto a firma del ministro Alberto Bonisoli (M5S) si legge che, «visto il curriculum vitae», la dottoressa Irene Galletti «è nominata rappresentante del ministero per i Beni e le attività culturali in seno al consiglio di amministrazione dell’Istituto Domus Mazziniana, con sede in Pisa, per un triennio a decorrere dalla data del presente decreto», che è del 23 luglio scorso.

La Domus Mazziniana è l’erede della Casa Rosselli-Nathan dove il 10 marzo 1872 morì Giuseppe Mazzini. La Casa (proclamata nel 1910 Monumento Nazione) venne completamente rasa al suolo nel bombardamento del 31 agosto 1943. Dalle sue macerie e raccogliendone l’eredità morale, dopo la guerra è nata la Domus Mazziniana, le cui finalità sono lo studio e l’approfondimento del pensiero di Mazzini.


La Domus Mazziniana è stata inserita nel 2002 nella rete degli Istituto Storici di interesse nazionale e nel 2009 il comitato dei garanti per le celebrazioni del 150º anniversario dell’Unità d’Italia l’ha individuata tra i “luoghi della memoria” legati a “momenti fondamentali della storia nazionale”.

«Sono onorata per questa opportunità di servizio nel cda di questo importante istituto storico, che custodisce veri e propri tesori della nostra memoria nazionale e testimonianze dell’originale visione europeista di Giuseppe Mazzini», dice Irene Galletti.

«Dal suo rinnovamento nel 2011 - prosegue - le potenzialità didattiche della Domus sono tanto ampie quanto vasto è il suo archivio: tra i reperti più straordinari vi sono il testo del giuramento scritto di suo pugno dal fondatore della Giovine Italia e il decreto di resa della Repubblica romana, ovviamente non firmato in quanto Mazzini si dichiarò assolutamente contrario. Vi è persino la chitarra con gli spartiti che era solito suonare, un cimelio decisamente insolito se accostato alla figura di patriota e politico che tutti conosciamo».

«La nostra città - aggiunge Galletti - è legata indissolubilmente alle vicende risorgimentali e credo si possa fare di più per valorizzare e far conoscere questo suo passaggio storico, ad esempio con un importante programma di celebrazioni del 10 marzo, data della morte di Giuseppe Mazzini a Pisa, in cui si coinvolgano attivamente anche comitati e associazioni locali insieme alle istituzioni ed università». In questo triennio, conclude la consigliera, spero di poter contare su un proficuo scambio di idee e proposte con il presidente e tutti i membri del cda, oltre che sulla passione di cultore e sull’esperienza di docente del direttore Pietro Finelli». —

F.L.

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