Caso Ragusa, Cassazione: l'accusa chiede la conferma dei 20 anni per Logli

Antonio Logli e Roberta Ragusa

In serata la sentenza e l'eventuale arresto in caso di condanna. Il pg Luigi Birritteri: "La dichiarazione di Gozi è il cuore del processo"

PISA. Va confermata la condanna a 20 anni di reclusione inflitta ad Antonio Logli, accusato di aver ucciso la moglie Roberta Ragusa e di averne distrutto il cadavere. Lo ha chiesto il sostituto pg di Cassazione Luigi Birritteri davanti ai giudici della prima sezione penale della Suprema Corte dove è in corso l'udienza sul ricorso della difesa contro la condanna della Corte d'Assise d'Appello di Firenze.

Qualsiasi ipotesi alternativa alla ricostruzione fatta dai giudici di merito "sarebbe inverosimile". Inoltre, " è certo che quella notte sono stati visti un uomo e una donna litigare e salire in un'auto dello stesso tipo di quella in uso alla famiglia Logli". Sono alcuni dei passaggi della requisitoria del pg della Cassazione, Luigi Birritteri. Il pg si è soffermato sulla testimonianza di Loris Gozi, il vicino della famiglia Logli, che aveva riferito di aver visto una persona, dalla sagoma simile a quella di Logli, litigare con una donna prima che entrambi salissero in macchina. Per Birritteri "la dichiarazione di Gozi è il cuore del processo".

"Non ci interessa sapere se Gozi dice la verità perché la sua attendibilità stata verificata e la Corte ha acquisito la catena di legittimità dalle sue dichiarazioni. Il giudice del merito ritiene vera la deposizione di Gozi ed io condivido questa cosa", ha aggiunto il Pg, per il quale "l'obiettivo della difesa di screditare l'attendibilità dei testi". In merito al reato di distruzione di cadavere, di cui anche accusato Logli, il Pg ha aggiunto che "si tratta di un movente forte e indiscutibile". Per Birritteri, che li ha analizzati uno per uno, "tutti i motivi del ricorso sono infondati".

Alle 15,30, dopo gli interventi degli avvocati delle parti civili Nicodemo Gentile, Enrico Maria Gallinaro e Roberto Ciniglio, hanno concluso le loro relazioni i legali di Logli, Saverio Sergiampietri e Roberto Cavani. Sentenza in serata. Assoluzione con formula piena per la non sussistenza del fatto.  E' quanto hanno chiesto ai giudici della Corte di Cassazione, durante il dibattimento, i legali di Antonio Logli.   I legali hanno anche chiesto in subordine che - se Logli dovesse essere condannato - il reato venga riqualificato in omicidio preterintenzionale. "Questa richiesta è in subordine rispetto al dato che il nostro assistito non ha commesso il fatto. Non abbiamo cambiato la linea difensiva. La nostra richiesta rimane quella dell'assoluzione", ha spiegato Roberto Cavani.

Logli, come anticipato dal Tirreno, sta attendendo la sentenza insieme alla compagna Sara Calzolaio e alla figlia Alessia lontano da casa. Si trova da stamani in un affittacamere non distante dall'ospedale di Cisanello. All'esterno della struttura ci sono carabinieri con auto civetta per vigilare su eventuali suoi spostamenti.
   I legali di Logli hanno concordato da giorni questa soluzione per allentare la pressione mediatica in attesa della Cassazione e in caso di condanna l'uomo potrebbe prelevato dai carabinieri e condotto già stasera nel carcere Don Bosco che può accogliere detenuti fino a mezzanotte.