Caso Ragusa, oggi la sentenza della Cassazione: Logli sospeso tra il carcere e un nuovo processo

Antonio Logli e Roberta Ragusa sposi (foto da "Quarto grado")

Il padre di Antonio, Valdemaro, parla alla vigilia del verdetto: «È un’attesa dura da affrontare». L’esito atteso in serata

PISA. Antonio Logli oggi saprà se deve andare in carcere per scontare 20 anni per l’omicidio della moglie Roberta Ragusa o sperare in un altro processo d’appello. La Cassazione esaminerà il ricorso dei suoi legali nella tarda mattinata con la probabile comunicazione del dispositivo in serata. Roberta Ragusa sparì la notte del 13 gennaio 2012. In primo e secondo grado, Logli è stato ritenuto colpevole del delitto. Il movente? La moglie aveva scoperto chi era l’amante con cui era al telefono la sera della scomparsa. Una lite degenerata in omicidio. 

VALDEMARO LOGLI: "ANTONIO VA ASSOLTO

«Se c’è giustizia, Antonio sarà assolto o verrà fatto un nuovo processo». Valdemaro Logli, 85 anni, ex imprenditore, è nella casa in via Dini a Gello di San Giuliano con la moglie Giancarla. Il suocero di Roberta Ragusa vive la vigilia della sentenza della Cassazione con l’apprensione di chi è consapevole che il verdetto potrebbe far aprire le porte di una cella al figlio per scontare la condanna a 20 anni per l’omicidio e la distruzione del cadavere della moglie.


Signor Valdemaro, come affronterete quella che si annuncia come una giornata campale?

«La affrontiamo come un’attesa dura da sopportare».

Credete davvero che l’esito possa ribaltare i due gradi di giudizio in cui Logli è stato riconosciuto colpevole?

«Noi confidiamo nella giustizia perché Antonio non ha fatto niente, ne siamo certi».

Due condanne nel merito dicono il contrario.

«Più passa il tempo e più siamo convinti che sia innocente».

Le cugine e i parenti che si sono costituiti parte civile non la pensano così. Per loro oggi può essere il giorno in cui poter affermare che per la giustizia Logli ha ucciso Roberta.

«Se c’è giustizia domani (oggi, ndr) sarà assolto o diranno che è necessario un nuovo processo. Spero che vada in maniera positiva perché è quello che ci aspettiamo».

Attenderete la sentenza tutti insieme?

«Noi saremo in casa con i nostri nipoti».

LA CASSAZIONE: ECCO COSA PUO' DECIDERE

Nel ruolo delle udienze il ricorso di Logli è al sesto posto su dodici processi.L’inizio dei lavori è fissato alle 10 e il fascicolo dell’impiegato comunale potrebbe andare tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio.

La procedura prevede che a prendere la parola per primo sia il consigliere relatore. Poi toccherà al sostituto procuratore generale che formulerà la richiesta dell’accusa sul ricorso.

Quindi la parola passerà ai legali delle parti civili Enrico Maria Gallinaro e Roberto Ciniglio per i parenti e Nicodemo Gentile per l’Associazione Penelope. Infine, gli avvocati Roberto Cavani e Saverio Sergiampietri, pur richiamandosi alle memorie scritte depositate nei mesi scorsi, chiuderanno la serie di interventi ribadendo le ragioni per cui Logli non può essere condannato per l’omicidio della moglie.



La Cassazione non si pronuncia dopo ogni udienza. I singoli dispositivi vengono depositati in cancelleria alla fine della giornata. Ecco perché l’accoglimento o meno del ricorso sarà comunicato tra il tardo pomeriggio e la serata. La tempistica avrà un ruolo anche sull’eventuale esecuzione della sentenza. In caso di pronunciamento tardivo con il no al ricorso e l’arresto da eseguire, Logli potrebbe non finire subito in cella, anche se il Don Bosco chiude alle 24. La soluzione è quella di restare piantonato in casa (dove deve restare alle 21 alle 6) e poi procedere al trasferimento in carcere all’alba di domani. Oppure presentarsi spontaneamente senza aspettare l’arrivo dei carabinieri. Il presidente della prima sezione che esaminerà il ricorso, Adriano Iasillo, è lo stesso che ha dichiarato inammissibile l’istanza di Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio. Il caso Ragusa oggi può avere la risposta giudiziaria definitiva a un mistero che dura dal 13 gennaio 2012. O riaprire i giochi con un nuovo giudizio in appello.