Il Toscana Pride pisano è da record, ma il Comune fa finta di niente

In ventimila sfilano sui lungarni contro il "ministro dell'odio" e per i diritti della comunità Lgbt. E il municipio resta chiuso

Toscana Pride, in 20mila a Pisa: "L'amore non si... Lega"

PISA. Le finestre chiuse, i balconi che affacciano sui lungarni vuoti. La risposta di Palazzo Gambacorti alla più grande manifestazione che negli ultimi decenni ha sfilato per le strade cittadine si è materializzata nell’indifferenza. Nessun esponente della maggioranza presente al Toscana Pride. Unico dei pochi gonfaloni, insieme a quello del Comune di Cascina e ad altri pochi Comuni della provincia, a non apparire accanto alle bandiere arcobaleno. 

La “resistenza” dei manifestanti a quella che definiscono una politica «ottusa, primordiale e discriminante» dimostrata dall’amministrazione pisana nei confronti del Toscana Pride si concretizza invece in un accenno di Bella Ciao intonata a pochi passi da Palazzo Gambacorti e in una piccola bandiera “rainbow” lasciata da un manifestante nei pressi del Comune, uno dei pochi enti pubblici a non partecipare, nemmeno simbolicamente, alla marcia (90, in tutto, quelli che hanno aderito). «Pisa è in Toscana uno dei baluardi della paura, il laboratorio di chi sta costruendo politiche fondate su odio e discriminazioni invece di portare avanti progetti in cui i diritti, il lavoro e la dignità di tutte le persone dovrebbero rappresentare il punto di partenza», accusa Tommaso Fattori, consigliere regionale di Sì-Toscana a sinistra. «Quella che sta sfilando non è una minoranza, ma una maggioranza sociale che stenta a trovare una rappresentanza politica», prosegue l’esponente dell’assemblea regionale mentre il corteo, da Ponte di Mezzo, invade con la sua portata storica lungarno Pacinotti lasciando invece deserti piazza XX Settembre e lungarno Gambacorti. Colori, partecipazione e rivendicazioni da un lato, assenze e chiusure dall’altro. Un’ideale immagine di una manifestazione che ha unito più anime di quelle che sono ancora considerate minoranze.

Pisa, in 20mila sfilano per 'rivendicare i diritti di tutti' al Toscana Pride



Un’invasione, non pronosticata, che a stento la città è riuscita a contenere. Piazza Carrara, che avrebbe dovuto accogliere i manifestanti per i discorsi e il raduno finale, è riuscita a contenere sono una piccolissima parte di una marcia che ha già scritto una pagina di storia della città e della Toscana. La più grande manifestazione che Pisa ha accolto negli ultimi decenni, segnando probabilmente un record per i Pride ospitati dalle città toscane.

«È stata la più grande e bella risposta a chi ha tentato di chiuderci gli spazi e di portare in piazza le nostre rivendicazioni – commenta Junio Aglioti Colombini, portavoce del comitato Toscana Pride –. Non ci aspettavamo questa partecipazione così massiccia. Ciò vuol dire che, a partire da domani, saremo molti più a lavorare su progetti, politiche e, in generale, su una cultura contro le discriminazioni e per l’estensione dei diritti sociali e civili».

«Pisa ha risposto meravigliosamente all’appello dei diritti – commenta la consigliera regionale del Pd Alessandra Nardini –. Un fiume arcobaleno ha invaso la città per difendere la dignità di tutti. Ho visto una piazza bellissima – prosegue – con migliaia di persone in festa in una ribellione che chiede libertà e rispetto. Questa è la risposta più bella all’ottusità leghista del sindaco Michele Conti e dell’eurodeputata Susanna Ceccardi».

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