Caso Ragusa: Logli non si farà arrestare in casa, sentenza attesa in un luogo segreto

In arrivo la decisione sulla condanna a 20 anni: se la Cassazione respingesse il ricorso, Antonio verrebbe portato subito in cella. Ipotesi carcere di Massa

PISA. Antonio Logli non si farà arrestare davanti ai figli e agli anziani genitori. È pronto a consegnarsi ai carabinieri in un luogo concordato e andare in carcere evitando la pletora di telecamere e fotografi che dalla mattina di mercoledì stazionerà davanti all’abitazione in via Dini a Gello.

È l’ipotesi a cui sta lavorando il legale Roberto Cavani, d’intesa con il suo cliente, nel caso in cui il ricorso contro la condanna a 20 anni per l’omicidio di Roberta Ragusa dovesse essere respinto dalla Cassazione. Un piano B preparato in anticipo per impedire un’esposizione mediatica con una carica di attenzione che raggiungerà il picco massimo di attesa. Mercoledì sarà il giorno in cui il caso Ragusa potrà avere la sua verità giudiziaria definitiva. Il no all’annullamento della condanna inflitta in secondo grado, a conferma della sentenza in abbreviato del gup di Pisa, significherebbe l’arresto per Logli e il trasferimento in cella per iniziare a scontare i 20 anni per omicidio volontario e distruzione di cadavere. L’accoglimento del ricorso con rinvio a un’altra Corte d’Appello vorrebbe dire celebrare di nuovo il processo all’impiegato dell’ufficio tecnico di San Giuliano Terme che si è sempre proclamato innocente. Terza ipotesi, possibile sulla carta, ma con ridottissime probabilità di avverarsi, sarebbe quella dell’annullamento della condanna senza rinviare per un altro giudizio. Successe per Amanda Knox e Raffaele Sollecito accusati dell’omicidio di Meredith Kercher a Perugia nel 2007.

Viene esaminato in queste ore il luogo riservato, tra Pisa e San Giuliano Terme, in cui attendere la sentenza e l’arrivo dei carabinieri con i quali concordare la consegna. Resta poi il carcere a cui bussare. Il Don Bosco può non essere la prima scelta. L’ipotesi Massa è stata presa in considerazione e valutata. Scenari che con il passare delle ore diventano contesti futuribili per Logli, rimasto in casa con i suoi cari. Da Sara, la compagna, ai figli Alessia e Daniele, uniti anche in un appello televisivo nello schierarsi con il padre e nel credere alla sua innocenza. E poi i genitori Valdemaro e Giancarla.

Il marito dell’imprenditrice scomparsa la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 è in ferie. L’avvocato Cavani parlerà la mattina davanti alla corte per sottolineare, in un’ultima rappresentazione difensiva, perché il suo cliente non è colpevole. Un intervento sintetico che rimanderà, nei contenuti, alla memoria scritta depositata nei mesi scorsi. Poi la clessidra del tempo inizierà il suo conto alla rovescia. Per padre Graziano, condannato a 25 anni per il delitto di Guerrina Piscaglia, la comunicazione del rifiuto al ricorso della difesa arrivò in tarda serata, dopo le undici. Un’ipotesi di orario plausibile anche per la sentenza Logli. Che già la sera di mercoledì potrebbe essere in cella.


 

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