Pugile sfida il morbo di Parkinson: tremila chilometri in moto fino in Transilvania

Da sinistra, incenzo Rizzo, vice presidente dell’azienda “Medbook” e il pugile Sandro Paffi

Sandro Paffi, di 58 anni di Pisa, parte domenica 30 giugno: una app consentirà ad uno staff medico di controllare la sua salute a distanza attraverso il cellulare 

PISA. «Mi ci picchio ogni mattina con la mia malattia». Con questo spirito di ostinazione e di sfida, Sandro Paffi, pugile e motociclista di 58 anni di Pisa, affetto dal morbo di Parkinson già da cinque anni, partirà domenica 30 giugno per un viaggio in moto di oltre 3mila km. Sono due i traguardi che Paffi vuole tagliare: il primo è quello di arrivare in Transilvania e percorrere la mitica strada della follia, la Transfagarasan; l’altro, ben più importante e simbolico, è quello di dimostrare che nonostante la malattia sia un compagno di vita e di viaggio terribile, la si può “addomesticare”.

L’impresa che Paffi affronta ha un ulteriore significato e questa volta è tecnologico, perché viaggerà con sensori ed applicazioni mediche per smartphone messi a disposizione dall’azienda “Medbook” rappresentata dal vice presidente Vincenzo Rizzo.


«La tecnologia fornita a Paffi - dice Rizzo - è costituita da una piattaforma che consentirà a Sandro di poter contare su tutti i suoi dati sanitari che, in caso di emergenza, saranno consultabili con un semplice smartphone dagli operatori sanitari locali». Paffi, grazie a queste tecnologie sensoristiche potrà mettersi in contatto con il medico di base, con il team della Scuola di Specializzazione in Neurologia dell’Università e con il team di specialisti dell’Istituto scientifico Isbem rappresentato dal professor Alessandro Distante.

Paffi, a bordo della sua Honda Transalp 600, avrà il dispositivo “Amica” dotato di Gps e grazie a questo strumento sarà individuato e supportato in caso di bisogno dalla centrale operativa di Pages Servizi Pisa che ha operatori sanitari. «Non mi sono mai arreso alla malattia - dice Paffi - e per mantenere attivi i miei riflessi faccio pugilato nella palestra di Fragale e poi vado in moto, una passione decennale, ed ora che ho 58 anni voglio viaggiare su quella strada mitica per tutti noi motociclisti che è la Transfagarasan, meglio nota come la “Follia” del dittatore Nicolae Ceausescu».

Infatti, il dittatore la fece costruire nel 1970 come via di fuga per le truppe romene, in quanto temeva un’invasione dell’Unione Sovietica, da cui aveva preso le distanze ed è aperta, data la sua pericolosità, solo nei mesi estivi. Paffi è dotato dunque di quella scintilla di sana follia, anche se Alberta Tellarini, vice presidente dell’associazione PisaParkinson, ha avuto qualche perplessità iniziale. «Certo! Ero preoccupata. Ma poi ho apprezzato la determinazione e la forza di Paffi che fa un lavoro fortemente energico e continuativo su se stesso».

Il viaggio di Paffi è già una storia di vita che porta con sé un percorso di cinque anni che, come la magica ed ardita strada di Ciausescu, si è snodato su curve che hanno assunto un nome: diagnosi, paura, disagio, lavoro, solitudine, ostacoli, medici, cure, ignoranza, difficoltà. Ma anche passione, amicizia, positività, energia, sport, aiuto ed amore.

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