L’assenza di regole è il terreno fertile

La scuola si è trasformata in un incubo per un bambino di 12 anni; sotto agenti della Polizia postale

Il commento del responsabile della redazione Pisa Pontedera del giornale Il Tirreno, Cristiano Marcacci, dopo l'episodio di bullismo in una scuola di Pisa

Perché alcuni bambini sono vittime di bullismo? E perché altri sono bulli e prevaricano i più deboli? Quali sono le cause che scatenano questo fenomeno?

Studiosi, ricercatori e psicoterapeuti hanno riempito di parole le sale convegni e centinaia e centinaia di libri. Ognuno ha un’interpretazione, ognuno ha una soluzione. Talvolta, però, la spiegazione è più a portata di mano di quello che si possa pensare: il bullismo trova terreno fertile in quei luoghi dove non vengono rispettate le regole e dove è allora più facile che possano sorgere casi di prepotenza. Alimentati magari dall’intolleranza verso chi è percepito come diverso: l’omosessuale o lo straniero ad un’età più adulta, il coetaneo un po’ impacciato nei movimento si è più piccoli, come nel caso della media pisana.

Ma in questo caso, tra le mura di una scuola, tutti, indistintamente, dovrebbero considerarsi e sentirsi più protetti. Soprattutto da una dirigente che per il suo ruolo è chiamata ad intervenire subito e a non minimizzare, come invece ha fatto, rischiando di sviluppare il grave sospetto della mancanza di sorveglianza. Il pericolo è infatti che quel bambino bullo cresca senza le dovute correzioni e che si trasformi tra qualche decennio in un docente pronto ad alzare le mani nei confronti di qualche alunno svogliato o disattento.