Liste d’attesa in crescita per sovraffollamento: Cisanello a rischio caos per i suoi stessi punti di forza

Il paradosso: al top in tanti settori, tutti vogliono farsi curare ma le carenze strutturali fanno crescere i tempi d’intervento. Volumi straordinari: nella struttura pisana sono effettuati più di un quarto degli interventi eseguiti in regione. Le criticità principali: per operazioni a cuore e ai tumori bisogna spesso attendere più che negli altri ospedali toscani

PISA. Quasi 4 milioni di prestazioni sanitarie all’anno. Per la precisione 3.882.000. Un bilancio da 550 milioni di euro. Investimenti per più di 12 milioni. Quasi 5mila dipendenti tra medici, infermieri, tecnici e amministrativi. Sono i numeri dell’ospedale di Cisanello nel 2018. Un colosso faro della sanità pisana, toscana e non solo con eccellenze nell’alta specialità chirurgica e medica, nei trapianti (fegato, rene, pancreas, midollo) e nella chirurgia robotica. Una struttura sanitaria che ha bisogno di soldi, tanti, e di cura per evitare che si inceppi. Perché i suoi stessi punti di forza, collegati ai lavori infiniti per completare la struttura ospedaliera, mettono a rischio un meccanismo che ha un nemico dichiarato: il sovraffollamento.

Tutti in cura a Pisa


Per individuare punti di forza, debolezze, opportunità e minacce l’Azienda ospedaliera universitaria ha elaborato uno studio, consegnato al presidente Enrico Rossi e il direttore generale dell’azienda Silvia Briani, che Il Tirreno svela in anteprima.

E il dato che emerge è chiaro: le persone che si rivolgono all’ospedale di Cisanello sono maggiori rispetto a quelle che la struttura è in grado di ricevere. E le liste d’attesa si allungano rispetto al resto della Toscana, guarda caso in quelle che sono le specialità.

Attendere con un tumore

Prendiamo ad esempio gli interventi ai tumori nei dodici settori in cui eccelle Cisanello: nel 2018 in tutta la Toscana sono stati eseguiti 12.007 interventi, solamente a Pisa 3.068. In pratica un intervento su quattro.

E i tempi si allungano: per rimuovere un cancro alla prostata a Pisa bisogna attendere 60 giorni, nel resto della regione 46; idem per l’intervento al retto (46,5 giorni contro 30) o al polmone (35 giorni contro 24).



Il caso cardiochirurgia

Va ancora peggio per quel che riguarda la cardiochirurgia. Nei tre settori in cui Pisa eccelle si fanno 817 dei 10.202 interventi eseguiti in Toscana. Ma i tempi d’attesa sono a dir poco dilatati: per un’angioplastica coronarica percutanea occorrono 17 giorni e mezzo contro i sette della media regionale; per un aneurisma non rotto dell’aorta addominale 44 giorni contro 36,5.



Lotta contro il tempo

Mettere sotto accusa il personale medico e infermieristico sarebbe però non solo falso, ma un errore. Perché sarebbe trovare una risposta semplice a un problema complesso. E negherebbe tanto merito e impegno come quelli necessari per far sì che un paziente attenda 21 giorni, e non 23 come nel resto della Toscana, per una valvuloplastica. O successi come i tempi d’attesa uguali a quelli del resto della regione, vale a dire 23 giorni, per rimuovere un tumore alla tiroide sebbene a Pisa si facciano 776 dei 1096 interventi eseguiti in tutta la Toscana.

Investiti 130 milioni in 8 anni

E non si può dire che su Cisanello non si investa. L'ospedale pisano è una macchina sempre in moto, capace di ricevere e consumare investimenti a tempo record. Dal 2011 al 2018 nell’ospedale di Cisanello sono stati investiti 129.668.025 euro. Una cifra monstre assorbita dall’acquisto di nuove attrezzature (43.497.440 euro) e dai lavori di manutenzione (58.092.648 euro).

Strutture insufficienti

Se i medici sono tra i migliori sul campo e l’impegno è massimo, se a Pisa è stato inventato l’Open acess capace di azzerrare o quasi le liste d’attesa per le visite mediche, perché bisogna attendere così tanto per un intervento nei settori d’eccellenza?. Semplice: mancano le strutture fisiche, i posti letto, le sale operatorie.

Il nuovo Santa Chiara

E non a caso il report consegnato a Rossi e Briani sottolinea l’importanza del completamento della struttura ospedaliera. Vale a dire la realizzazione del nuovo Santa Chiara, vale a dire un monoblocco ospedaliero che consentirebbe un salto di qualità a tutto l’ospedale di Cisanello favorendo l’integrazione dei percorsi di cura. Una struttura da 358 milioni di euro diventata oramai indispensabile e urgente.

La spada di Damocle

«Avanti tutta con i lavori», rassicura il presidente della Regione Enrico Rossi. «Fermi tutti! Abbiamo fatto ricorso al Consiglio di Stato», replica la Pessina costruzione. E sulla costruzione del nuovo ospedale di Cisanello resta l’incognita. I lavori di ampliamento, dopo l’intervento del Tar, sono stati affidati alla Salini-Impregilo (terza nella gara d’appalto). La Regione, sentiti l’avvocatura regionale e l’Autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, ha deciso di andare avanti e spera di aprire il cantiere entro la fine dell’anno. Salvo un nuovo intervento dei giudici amministrativi.