Un territorio da sorseggiare grazie al Birrificio di Buti

Francesco Masini all'interno del birrificio

Le bevande dell’azienda che ha sede a Cascine protagoniste del menù di venerdì 29 marzo, giorno della seconda serata della rassegna enogastronomica

BUTI. Quando il lavoro è passione e dalla passione nascono grandi birre, non pastorizzate e non filtrate, che racchiudono i profumi e sapori del territorio. . Bevande alcoliche di altissima qualità, prodotte artigianalmente dal Birrificio di Buti, a Cascine di Buti, sono al centro, venerdì 29 marzo, della seconda tappa di “Artigiani in tavola”, la rassegna enogastronomica promossa da Il Tirreno insieme alla Cna di Pisa, grazie ad un menù studiato ad hoc dalle cuoche del ristorante “La Bottega di Canfreo” di Lari. E vista la qualità della produzione che esce dal Birrificio di Buti, per queste bevande non resta che l’imbarazzo della scelta. Il tutto unito all’estro di un intraprendente imprenditore, il mastro birraio Francesco Masini, al timone dell’azienda, che, utilizzando materie prime sceltissime, abbinate all’acqua, altro elemento essenziale e determinante nel processo produttivo, riesce a creare un prodotto sano e genuino. D’altronde, un motivo ci sarà se la birra è tra le bevande più antiche e conosciute al mondo dopo il vino. Se poi il prodotto è artigianale, il valore aggiunto è certamente maggiore. Ma non solo. «La birra artigianale – spiega Francesco Masini – ha proprietà nutritive importanti e addirittura nell’antichità veniva denominata “pane liquido”, in quanto contenendo metà etanolo di qualsiasi altra sostanza alcolica può essere considerato un vero e proprio alimento. Inoltre, la birra artigianale, come le nostre, deve essere non filtrata e non pastorizzata, ma semplicemente cruda. Solo così è possibile ottenere un prodotto vivo».

E in questi anni dall’azienda di Cascine di Buti sono usciti prodotti di qualità, racchiusi in sette etichette: la Cerere Weisse, la Malamut Rossa,la Malamut Bionda,la Malamut Ipa, la Malamut Apa, la Palio di Buti, La Malamut Christmas, per finire con una ottava creazione, la Malamut Iga, realizzata con mosto d’orzo e uva. Un’avventura imprenditoriale nata nel 2013 come tappa di un cammino intrapreso diversi anni fa. «La passione per la birra artigianale e la voglia di creare un prodotto proprio da immettere sul mercato – racconta Masini – mi hanno portato ad approfondire con ricerche gli stili birrai e gli impianti di birrificazione. Dopo due anni di studi e di apprendimenti, nel marzo del 2013 sono iniziati i lavori nel birrificio. E nel novembre, sempre nel 2013, con le autorizzazioni in mano, abbiamo prodotto la prima birra: la Palio, in onore della manifestazione più importante del comune di Buti, il Palio delle Contrade. In seguito sono nate tutte le altre».


Birre naturali, ottenute senza aggiunta di conservanti, antiossidanti o stabilizzanti. Per non parlare dell’intero processo produttivo, caratterizzato da una scrupolosa cura di tutte le fasi e da un’attenta selezione delle materie prime utilizzate. «All’interno del birrificio – spiega, infatti, Masini – ogni operazione, dalla macinatura del malto fino alla etichettatura, è eseguita a mano, perciò produrre un lotto di birra da un lato significa molte ore di lavoro, dall’altro permette al birraio di esprimere al massimo il proprio estro». Ma soprattutto basta assaggiare una di queste birre per capire quanta passione ed amore sono racchiusi all’interno di una semplice bottiglia. Lo spaccio aziendale è sempre aperto e provare ne vale sicuramente la pena.