Strade urbane trappole mortali: l'analisi del triste dato di Pisa e provincia

È nei centri urbani che avviene il maggior numero di incidenti a Pisa e provincia. Lo rivela uno studio della Regione che segnala come a Pisa e provincia i sinistri siano in calo così come i feriti, ma aumenti il numero dei morti. Le cause sono in particolare l’imprudenza e l’alta velocità ma anche lo stato di manutenzione delle strade è sul banco degli imputati

PISA. Quasi cinque incidenti stradali al giorno. In totale 1.723 in un anno. E quasi il 70% nelle strade urbane. Sono i numeri del Sirss, Sistema integrato regionale per la sicurezza stradale, sugli incidenti a Pisa e provincia relativi al 2017. Dati che dicono come i sinistri siano in calo: rispetto al 2016 sono 74 in meno. Così come diminuiscono i feriti: 122 in meno nel giro di un anno. Mentre aumentano i morti con una percentuale che sfiora il 20%: nel 2017 sono stati 7 in più rispetto ai 35 del 2016.

Insomma, le strade di Pisa e provincia sono una trappola, spesso mortale, per automobilisti e motociclisti. Ma agli incidenti pagano dazio anche le categorie dei ciclisti e dei pedoni. Anche perché il numero maggiore di sinistri avviene nelle strade urbane: ben 1.195. E la percentuale di morti è altissima: nelle vie dei centri urbani sono avvenuti il 47.6 dei decessi registrati nel 2017

La colpa? In gran parte imprudenza e distrazione alla guida, spesso a causa dell’uso smodato e pericoloso dei cellulari. Ma una parte di responsabilità la hanno anche le strade che percorriamo ogni giorno. Servono, anzi sono urgenti strade più illuminate, con un miglior manto stradale, con segnaletica orizzontale e verticale efficiente. Anche se, alla fine, alla guida dei veicoli ci siamo noi. E un po’ più di attenzione, un po’ meno di velocità aiuterebbero ad evitare tragedie. Come quella del 10 giugno 2017 a San Giuliano Terme che ha contribuito a rendere ancora più pesante il bilancio reso noto in questi giorni e che è costato la vita a una donna di 44 anni.

MENO INCIDENTI, MA PIÙ MORTI

Certo è una magra consolazione, ma il calo degli incidenti e del numero dei feriti è comunque un segnale positivo. E i numeri pisani confermano il trend regionale. Anche in Toscana si verificano meno incidenti stradali: 16.099 sinistri nel 2017, -2,5% rispetto al 2016; 21.390 feriti, vale a dire il 2,9% in meno. E anche nel resto della regione le conseguenze per le persone coinvolte sono più gravi: 269 morti, ossia l’8% in più. «I dati confermano quanto già evidenziato nell’anno precedente, ovvero che la gran parte dei morti sulle strade sono conseguenza del mancato rispetto delle regole e della distrazione, sempre più spesso causata anche dall'utilizzo dello smartphone durante la guida», sottolinea l’assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli. Tra i comportamenti che causano incidenti, infatti, i più frequenti sono il mancato rispetto della segnaletica e della precedenza e le manovre o svolte irregolari (all’origine del 47% degli incidenti). La guida distratta e l’eccesso di velocità causano il 28% degli incidenti non mortali e ben il 42% degli incidenti mortali.

I dati Sirss dicono inoltre che le vittime della strada sono soprattutto maschi (82%) e che il maggior numero delle vittime sono classificate come “utenti vulnerabili”, cioè pedoni e conducenti o passeggeri di veicoli a due ruote, che rappresentano il 54% del totale dei decessi. Questo dato è in diminuzione rispetto al 2016, dove la percentuale era pari al 61%, ma ancora superiore a quello nazionale (50%). Diminuiscono invece i decessi tra i pedoni (-12) e tra i conducenti/passeggeri di ciclomotori (-6), mentre aumentano decisamente tra i motociclisti (+11). I conducenti o passeggeri di autovetture rappresentano il 41% dei decessi per incidente stradale, in aumento rispetto al 2016 di 27 unità.

A livello anagrafico è la fascia di età compresa tra i 75 e gli 85 anni quella che, con 56 morti (21% del totale), nel 2017 ha pagato il prezzo più alto. Tra queste vittime, 38 erano alla guida di un veicolo, 3 erano passeggeri e 15 pedoni. Considerando anche altri 14 pedoni deceduti di età superiore agli 85 anni, si confermano come la categoria più a rischio (54% delle vittime). Altro dato è quello che riguarda i giovani: la metà dei morti di età compresa tra i 18 e i 34 anni sono deceduti in incidenti notturni (tra le 22 e le 6). Nella fascia di età 18-25 anni sono le notti di venerdì/sabato e sabato/domenica quelle che fanno registrare più vittime (8 su 12). I dati mostrano inoltre come nella fascia di età 35-45 anni, ben 16 morti su 33 erano alla guida o passeggeri di motocicli (cilindrata superiore ai 50 cc).

STRADE URBANE KILLER

Mentre in Regione, e anche a livello nazionale, l’aumento della mortalità è concentrato sulle strade extraurbane e sulle autostrade (rispettivamente, +14 e +10 morti), a Pisa e Provincia le strade più sicure sono proprio le autostrade: un solo mortale nel 2017 contro i 20 sulle strade urbane.

In realtà le vittime sono maggiori nelle strade extraurbane: ossia 21, pari al 50% del totale. Ma la maggiore pericolosità delle vie dei centri cittadini è sottolineata dal fatto che in queste ultime si concentrano anche la maggior parte degli incidenti: 1.195 incidenti su 1.723 avvenuti, vale a dire il 69,4%. Nelle arterie extraurbane avvengono il 26.8% dei sinistri, mentre nelle autostrade la percentuale cala all’1.5%.

Ma il dato pisano sottolinea come, confermata l’imprudenza di chi guida, ci sia anche un problema di infrastrutture, che è evidente proprio nella concentrazione degli incidenti nelle strade urbane. Non a caso il 32,9% degli incidenti avviene a Pisa, il 10,7 a Pontedera e il 10,5 a Cascina, seguite da San Miniato (6,85) e San Giuliano Terme (3,8). Vale a dire i 5 comuni più popolosi della provincia. E il dato si può incrociare con quanto afferma il Sirss affermando, come già scritto, che il maggior numero delle vittime sono classificate come “utenti vulnerabili”, cioè pedoni e conducenti o passeggeri di veicoli a due ruote.

I COMUNI PIÙ PERICOLOSI

Pisa e in generale i comuni più popolosi si confermano anche quelli dove avvengono più feriti: ci sono tutti ad eccezione di San Giuliano Terme che è “superata” da Calcinaia (4,1%), Santa Croce sull’Arno (4,02%), Castel Franco di Sotto (3,64%) e Vecchiano (3,56%)

Ma San Giuliano torna, tristemente, nel podio dei comuni in cui muoiono più persone. Una triste classifica guidata dalla città di Pisa, con il 23,82% dei morti sulle strade, e che vede seconde con l’11,9% la cittadina termale e quella di Cascina.

Ma che quella degli incidenti, con relativi feriti e morti, sia una piaga che colpisce tutta la provincia lo dicono i dati comune per comune.

SERVONO INVESTIMENTI

Urge più prudenza, dunque, ma anche strade più illuminate, con un miglior manto stradale, con segnaletica orizzontale e verticale efficiente. Insomma, servono strade più sicure. «La Regione fa quanto è nelle sue possibilità per eliminare i punti più critici della viabilità – assicura Ceccarelli –: grazie a bandi regionali in 15 anni sono stati realizzati quasi 400 interventi per un valore complessivo di oltre 250 milioni di euro». E sono in arrivo risorse per nuovi interventi per la messa in sicurezza delle strade urbane ed extraurbane con elevata incidentalità: la Giunta regionale toscana ha deliberato l'avvio del bando 2019 per la sicurezza stradale, per un totale di 4 milioni di euro e il decreto dirigenziale di approvazione del bando sarà a breve pubblicato sul BURT ed è reperibile sulla banca dati online della Regione Toscana.

Fondi importanti e non facili da recuperare in periodi di ristrettezze economiche come quelli che stiamo vivendo. Ma è evidente che sia uno sforzo purtroppo non ancora sufficiente per garantire maggiore sicurezza nelle strade toscane.