Rivoluzione a Camp Darby: forze speciali dell’esercito italiano nell’area liberata dai militari americani

La decisione dopo l’accordo tra il comando europeo delle forze armate statunitensi e il ministero della difesa. Intanto tramonta l'ipotesi di raddoppio della Pisorno

PISA. Sarà il comando delle forze speciali dell’esercito italiano ad “occupare” gli spazi della base militare di Camp Darby che gli Stati Uniti restituiranno al Demanio militare. Nelle scorse settimane sarebbe stata raggiunta un’intesa tra l’Us Army Europe (il comando europeo delle forze armate statunitensi) e il ministero della difesa per il futuro utilizzo della vasta area dell’enclave a stelle e strisce, la cosiddetta zona ricreativa, dove ad ottobre è previsto il trasferimento del Comfose (acronimo di Comando forze speciali), attualmente ospitato nella caserma Gamerra di Pisa.

Alcune centinaia di uomini in forza al comando prenderanno possesso dei circa 34 ettari di territorio dove tra qualche mese tornerà a sventolare il tricolore. L’obiettivo per i prossimi anni sarebbe quello di incrementare ad alcune migliaia di unità la presenza italiana al “confine” con la base statunitense, delineato a partire dal 2015 con l’installazione di una lunga recinzione metallica e con una serie di cancelli, la cui chiusura segnerà “l’arretramento” degli anfibi a stelle e strisce.

Uno storico passaggio che, a quasi settant’anni di distanza dall’insediamento delle forze armate statunitensi su quasi mille ettari di territorio tra Pisa e Livorno, si concretizzerà a partire dal prossimo luglio, quando i militari a stelle e strisce e le centinaia di civili italiani impiegati nella zona della base che affaccia su viale Mezzapiaggia dovranno liberare le decine di strutture che compongono la cosiddetta area ricreativa di Camp Darby. Tra queste alcuni dormitori, caserme, un cinema, un teatro, una palestra, una lavanderia, una mensa, una biblioteca, un canile, una piscina, un ex edificio scolastico, un campeggio, vari impianti sportivi e numerosi altri edifici, le cui funzionalità saranno trasferite nell’area sud della base militare.


Le strutture saranno gestite, a partire dal prossimo ottobre, dal comando delle forze speciali dell’esercito italiano, l’unità militare composta da quattro reggimenti (il 28° reggimento comunicazioni operative “Pavia”, il 4° reggimento alpini paracadutisti “Ranger”, il 185° reggimento paracadutisti ricognizione e acquisizione obiettivi “Folgore” e il 9° reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”) che si occupa di gestire le varie unità di forze speciali dell’esercito e supporta le operazioni speciali delle forze armate italiane.

Istituito nel 2013, il Comfose è operativo dal settembre 2014 all’interno della caserma Gamerra, sede anche del centro di addestramento di paracadutismo, sotto il comando del Comfoter-Coe (Comando delle forze operative terrestri-Comando operativo esercito). Il Comando è «responsabile di garantire la necessaria unitarietà all’addestramento, all’approntamento, allo sviluppo procedurale e all’acquisizione dei materiali per il comparto forze speciali».

Con lo sbarco delle unità militari italiane nei territori, su cui dal 1951 sventola la bandiera a stelle e strisce, saranno istituiti anche dei reparti logistici che si occuperanno di tutte le attività extra-militari e della gestione dei circa 34 ettari di territorio di Camp Darby finiti nell’European infrastructure consolidation, il piano di revisione delle forze armate statunitensi in Europa centro-occidentale stilato dal dipartimento della Difesa Usa a fine 2014.

Nei mesi scorsi nell’area ricreativa di Camp Darby sono terminate le operazioni di bonifica e di installazione di recinzioni e cancelli metallici che delimiteranno i futuri confini della presenza statunitense sul territorio e quelli del nuovo insediamento militare italiano. 

Tramonta l’ipotesi di raddoppio della Pisorno. Nei mesi scorsi, il Comune aveva lanciato l’idea di trasformare parte dell’arteria viaria che collega San Piero a Grado con Tirrenia in una strada a quattro corsie per cercare di alleggerire il traffico estivo da e verso il litorale. L’amministrazione comunale pisana avrebbe voluto approfittare del piano di restituzione all’Italia di una parte della base americana inserendosi nella trattativa ed ottenerne una porzione. I buoni propositi non si sono però mai concretizzati, nonostante le buone intenzioni. Nessun approccio con il comando della base statunitense, né l’avvio di una vera trattativa per cercare di trasformare ad “uso civile” una piccola area dell’installazione militare.

La proposta di raddoppio della Pisorno era stata avanzata dal sindaco Michele Conti anche per cercare di “bypassare” la questione delle strade bianche, annualmente riproposta, e la richiesta all’Ente Parco (che è stata sempre rifiutata), di aprire le strade sterrate nel periodo estivo per fluidificare il traffico verso il mare. L’ipotesi dell’amministrazione era quella di aggiungere altre due corsie, lato Camp Darby, alla Pisorno. Una suggestione già “respinta” dai responsabili della base militare statunitense per gli alti costi e le lunghe procedure (non solo burocratiche) che la complessa operazione avrebbe comportato. Per concretizzare questo progetto, sarebbe stato infatti necessario “ridefinire” i confini della base tra i territori di Pisa e Livorno, spostare le reti di recinzione e le protezioni antisfondamento oltre a “trasferire” la stradina interna alla base che sorge lungo un lato della Pisorno.