Magistrature in rivolta: «Il Gioco del Ponte rischia di saltare»

I festeggiamenti sul ponte di Mezzogiorno dopo il successo nella scorsa edizione (Foto Muzzi)

Trapani (Pd): incomprensibile la scelta di azzerare il comando vincente. Irregolarità segnalate al Consiglio degli Anziani

PISA. «Siamo ormai a ridosso del Gioco del Ponte e ancora non abbiamo i comandi composti nella loro interezza. E una Parte, quella di Mezzogiorno, in fortissimo dissenso con l’amministrazione comunale, con le palestre ancora chiuse e quartieri ignorati nelle loro richieste. Il Gioco rischia per quest’anno di non svolgersi a causa della gestione che l’assessore Bedini e il sindaco hanno tenuto finora. Chiediamo invece a Bedini e al Sindaco di assumere un atteggiamento consono al ruolo che ricoprono e di rispetto per quello che rappresenta per Pisa il Gioco del Ponte».

Il consigliere comunale Matteo Trapani (Pd) si fa interprete dei malumori che arrivano dalle squadre del Gioco del Ponte. In particolare di quelle, almeno tre di Mezzogiorno, contrarie alla scelta da parte del sindaco del nuovo comando.. «Si è scelto incomprensibilmente di azzerare il comando di una Parte, e che sia quella vincente della scorsa edizione ci rende ancor più sbalorditi o sospettosi - dice Trapani -. Si è scelto di andare allo scontro con ben quattro Magistrature su sei disconoscendo il grande lavoro che la parte civile e quella militare hanno svolto in tutti questi anni. Temiamo che alla base ci sia essenzialmente scarsa conoscenza del Gioco, delle Magistrature e di cosa esse rappresentano nei quartieri, soprattutto in quelli periferici. Le attività svolte per le famiglie, per i ragazzi, sono un valore sociale che andrebbe premiato e preservato. Il Gioco è essenzialmente questo, una comunità che decide di spendersi per il proprio quartiere, poi si monta sul Ponte, dopo mesi di duro lavoro, per una manifestazione che solo per la sua storia meriterebbe perlomeno rispetto».

Secondo il consigliere comnunale «si è assistito a scelte tardive e legate più ad esigenze politiche della maggioranza che non alla volontà di pensare al bene di Pisa e del Gioco. Spinti da queste motivazioni non sono mancate forzature regolamentari, provocazioni ai Magistrati uscenti, imposizioni ai Capitani di Parte, ad ambedue le Parti. Chi si erge paladino delle regole non può essere il primo ad infrangerle, come ad esempio quando si tengono nascoste le richieste provenienti da varie Magistrature in relazione alle proposte di nomina di nuovi magistrati». I due consiglieri anziani Olivia Picchi e Luca Ravagni, rivela Trapani, «hanno mandato una nota al Consiglio degli Anziani con un lungo elenco delle irregolarità e forzature fatte chiedendo a tutto il consiglio un’assunzione di responsabilità per quanto sta avvenendo ed azioni conseguenti che riportino il rispetto delle regole. Richiamiamo quindi ognuno ad una ripresa del dialogo interno al Consiglio degli Anziani che sia ispirato al rispetto delle regole e della trasparenza, oltre al rispetto dei ruoli che siamo chiamati a ricoprire». —

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