Cyber security, il ministro Trenta a Pisa: ''Il virtuale è ormai più reale del reale"

L'arrivo del ministro Trenta nella sede pisana del Cnr

La visita del ministro della Difesa in città in occasione di Itasec19, la terza conferenza nazionale sulla cyber sicurezza in corso al Cnr

PISA. «Il virtuale ormai è diventato più reale del reale, ovvero sempre più centrale per la nostra qualità della vita, la nostra sicurezza, la nostra prosperità, sia come singoli individui sia come collettività nazionali ed internazionali». Lo ha detto il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, a Itasec19, la terza conferenza nazionale sulla cyber sicurezza in corso al Cnr di Pisa. «Sui circuiti informatici finanziari - ha spiegato - sono gestiti i nostri risparmi, sulle reti informatiche del nostro sistema sanitario ci sono quei dati, peraltro sensibili, che ci consentono di essere assistiti e curati; i mezzi di comunicazione di massa, sui quali spesso si fonda la nostra percezione del mondo e della realtà, utilizzano le reti. Gli stessi conflitti tra i popoli avvengono sempre più in una dimensione informatica, oltre che in quella tradizionale. Questa vastità e questa pervasività delle tecnologie informatiche, in ogni contesto delle società più evolute, ci dà quindi tutta la misura del problema da affrontare e delle minacce che ne derivano».

La stretta di mano tra il sindaco Conti e il ministro Trenta

"WEB VULNERABILE PER SUA STESSA NATURA". «Lo Stato è un attore fondamentale per la sicurezza in generale, e ovviamente, deve esserlo anche per quella cibernetica. È compito suo tutelare la collettività, proteggerla dalle violazioni delle regole che si verificano al suo interno, quanto dalle offese provenienti dall'esterno», a sottolineato il ministro ricordando però le difficoltà e i rischi insiti nel web: «Il mondo del web è popolato da milioni di attori i quali, in buona parte, agiscono autonomamente e indipendentemente l'uno dall'altro. Questa è la grandezza e la potenza incredibile della rete, ma anche la sua più grande vulnerabilità. Per continuare a usufruire delle immense risorse che le nuove tecnologie ci mettono a disposizione, dobbiamo dedicare la massima attenzione alla sicurezza dell'ambiente cibernetico, agendo in stretta sinergia per contrastare le minacce a esso collegate».

"DIFESA E SCIENZA ALLEATI". «La Difesa sta sviluppando anche una strategia di cooperazione con il mondo scientifico e universitario per la ricerca di competenze umane di alto livello che ci aiutino a sviluppare le conoscenze di cui abbiamo bisogno», ha quini ha detto Trenta davanti ai ricercatori arrivati a Pisa per Itasec19. «Non è un'azione facile - ha sottolineato -, perché si tratta di selezionare e addestrare personale con altissime competenze specialistiche. Ma è un passo fondamentale, perché solo facendo convergere sul dominio cibernetico figure professionali in possesso di specifiche capacità tecniche sarà possibile garantirne un'efficace gestione nei suoi molteplici aspetti».

Platea di militari e scienziati al Cnr in occasione della visita del ministro Trenta in occasione di Itasec19

"SERVE UNA STRATEGIA CIBERNETICA". «Il settore cyber sta conoscendo uno sviluppo rapidissimo - ha proseguito il ministro - e quello che oggi serve al Paese per fare sistema è una strategia cibernetica comune e, in tal senso, sarà necessario individuare protocolli di cooperazione tra gli enti pubblici che fanno parte dell'architettura nazionale di cyber security e gli operatori privati ai quali è affidata la gestione delle infrastrutture di rete maggiormente critiche e strategiche». Dunque, secondo Trenta «sarà importantissimo il dialogo con l'industria, cioè con quelle realtà del mondo produttivo che saranno capaci di innovare e sviluppare nuove tecnologie, hardware e software, ma anche maturare una maggiore consapevolezza della minaccia cibernetica e una diffusione della cultura della Difesa e della Sicurezza Nazionale, creando momenti di incontro, di dialogo e di esercizio fra operatori del settore, anche in una prospettiva, quanto mai, internazionale».

"IL RISCHIO SONO I CYBER CONFLITTI". «Quella cibernetica è la frontiera su cui si sta spostando sempre più e in misura più pervasiva la dinamica delle conflittualità tra Stati e tra soggetti», ha detto quindi il ministro della Difesa. «L'Italia - ha sottolineato - ha istituito, presso il Dipartimento per le informazioni e la sicurezza, il Nucleo sicurezza cibernetica (Nsc), presieduto proprio da Roberto Baldoni e per il quale ho voluto nominare, in rappresentanza della Difesa, uno dei miei consiglieri». Trenta ha poi aggiunto che «in ambito Nato la Difesa ha delineato le esigenze operative per rafforzare la sicurezza dello spazio cibernetico e ha costituito il Comando interforze per le operazioni cibernetiche (Cioc), posto alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Difesa, quale Cyber Command nazionale abilitato a svolgere operazioni militari nel dominio cibernetico».

«Questa capacità cyber - ha concluso il ministro - sarà implementata anche nei teatri operativi in cui sono impegnati i nostri contingenti, nell'ambito dei comandi militari delle forze proiettate, attraverso Cellule operative cibernetiche che opereranno anche in sistema con il Cioc in Italia e garantiranno la protezione degli assetti militari, ormai sempre più digitalizzati e la condotta delle possibili operazioni cibernetiche nell'area delle operazioni militari, secondo la missione istituzionale, le direttive operative e le regole di ingaggio stabilite».