Dal cannareccione al saltimpalo: un atlante con le 68 specie di uccelli che nidificano a Pisa

Il volume della Lipu presentato al Museo di storia naturale a Calci è il risultato di studi effettuati in un’area di 27 chilometri quadrati 

Lipu, ecco l'atlante con le specie di uccelli che nidificano a Pisa

PISA. Dal martin pescatore alla gallinella d’acqua, passando per il cannareccione e il saltimpalo: gli uccelli nidificanti nell’area urbana di Pisa, ora hanno un atlante tutto loro, presentato nella Certosa di Calci e ideato con l’obiettivo di costituire una base scientifica per gestire le problematiche causate da piccioni e gabbiani reali.

Dopo l’introduzione di Simone Farina, referente della sezione della geologia dei vertebrati del Museo di storia natuale, ha preso la parola Marco Dinetti, responsabile Ecologia urbana della Lipu (Lega italiana protezione uccelli): «Questo volume, autofinanziato dalla Lipu, è il risultato di un lavoro durato tantissimi anni. Abbiamo ripreso il precedente progetto del 1997, che non era stato pubblicato, e lo abbiamo integrato con nuovo scoperte. Spero che in futuro sia possibile una collaborazione con il Comune: sarebbe bello ad esempio distribuire questa pubblicazione nelle scuole».

L’atlante nasce per rispondere a tre profili: scientifico, culturale e conoscitivo. Gli studi di riferimento risalgono al triennio 2015-18 e sono stati svolti nell’area urbana e periurbana di Pisa corrispondente a circa 27 chilometri quadrati. Il progetto è frutto anche di un lavoro sul campo di alcuni ornitologi, tra cui Alessandro Moretti: «Avevamo il compito di segnalare in una precisa zona quali specie si palesavano, si univano oppure cantavano». Dai dati ottenuti si nota la sparizione di sette specie, complice l’urbanizzazione, ma anche la scoperta di undici nuovi esemplari: tutto questo confrontando i rilevamenti dell’edizione di circa vent’anni prima. Grazie a questa iniziativa sono oggi disponibili le mappe aggiornate della distribuzione delle specie (68 quelle censite) ed i trend delle popolazioni faunistiche, con l’obiettivo, tra gli altri, di delineare i piani di conservazione di quelle rare. Un lavoro che non illustra solo l’evoluzione dell’avifauna cittadina negli anni, ma che assume anche un valore più ampio proponendosi come modello per la comprensione delle dinamiche degli ecosistemi urbani. L’atlante rappresenta un’occasione speciale per far conoscere la natura ai pisani, agli studenti ed ai turisti, guardando ai “servizi ecosistemici” delle aree verdi che, come noto, svolgono importanti funzioni per migliorare la vivibilità urbana. L’avifauna funziona da “indicatore ambientale” e quindi è utile per orientare le scelte urbanistiche, permettendo ai cittadini di trarre beneficio dalla biodiversità ed agli insegnanti di svolgere iniziative di educazione ambientale. La ricerca è stata pubblicata in un volume di oltre 200 pagine, come monografia della rivista Ecologia Urbana.

A contribuire in questo progetto sono intervenuti anche Leonardo Cocchi del Centro ornitologico toscano e Paola Ascani, della redazione Ecologia urbana e volontaria Lipu. —