Landini: «Il governo fa casino, in piazza per farci ascoltare»

Il segretario Cgil Maurizio Landini durante la sua visita a Pisa

Il segretario della Cgil sceglie Pisa per lanciare la manifestazione nazionale e non risparmia frecciate al Pd: «Provi a recuperare il rapporto coi lavoratori»



Landini sceglie Pisa per lanciare la sfida al governo. No, all’ordine del giorno non c’è la “spallata”. D’altra parte «non spetta al sindacato farlo cadere oppure no». L’obiettivo della manifestazione di sabato 9 febbraio a Roma è un altro: «Farci ascoltare». Il segretario generale della Cgil sogna «una piazza San Giovanni piena, per darci la spinta». Parole che scaldano la platea della sala “Franco Baroni” nella sede della Camera del lavoro pisana, nella mattina di lunedì 4 febbraio. Dove Maurizio Landini fa tappa di buon mattino, accolto da selfie e abbracci, prima di “debuttare” in un’assemblea di lavoratori (quella della Vodafone), da segretario generale.


«Il governo? Non discute, impone le cose al Parlamento e poi ci spiega che dovremmo essere d’accordo». E comunque non è una novità: «Sono vent’anni che assistiamo all’uomo di turno che risolve da solo i problemi dell’Italia: prima uno di destra, poi quello che diceva di essere di sinistra». Saluti, foto di rito e poi via. Direzione via Scornigiana, per l’assemblea dei lavoratori del call center Vodafone, alla vigilia delle elezioni della Rsu (13-14 febbraio). Ad accoglierlo ci sono i sette candidati targati Slc (Silvia Vezzosi, Marco Chiuppesi, Ilaria Leoncini, Vanessa Nicoli, Lorenzo Cantini, Igor Rampulla e Marco Fresu): «Abbiamo voluto regalare ai colleghi – sottolineano – un momento di confronto di alto livello. E infatti c’è chi ha cambiato turno pur di essere presente. E hanno partecipato anche molti non iscritti». Perché «qui lavoriamo in 400 – spiega Vezzosi – e l’anno scorso abbiamo firmato un accordo molto impegnativo con l’azienda che ha ottenuto un contenimento dei costi, attraverso per esempio la riduzione di orari a una parte dei dipendenti. Grazie a questo, per ora non ci sono esuberi: vediamo cosa succederà a marzo, quando ci sarà presentato il piano industriale». Ma in assemblea si è parlato anche dei rapporti con il governo, destinatario di una serie di attacchi da parte di Landini: «Così com’è – risponde il segretario a chi gli chiede del reddito di cittadinanza – mischia lotta alla povertà e politiche per il lavoro e fare un miscuglio, significa fare un casino. Non possono essere solo i centri per l’impiego gli strumenti per creare nuovo lavoro e infatti il messaggio che si manda con i navigator è tutt’altro che positivo perché si crea nuova precarietà anziché lavoro vero e stabile. Le grandi opere? Ciò che serve davvero è un piano straordinario di investimenti per far ripartire il Paese. Le grandi opere sono anche gli asili nido dove ce ne è bisogno, la sanità dove non c’è e così via. Bisogna capire che Paese si immagina tra 10-15 anni ed è su questo che vogliano un confronto». Che finora non c’è stato: «Il problema è che le due forze di governo si sono presentate alle elezioni con programmi alternativi l’uno all’altro, poi hanno deciso di mettersi d’accordo con un contratto tra privati che ora impedisce qualsiasi discussione in Parlamento e con le organizzazioni sociali. Però Cgil, Cisl e Uil hanno 12 milioni di iscritti...».

Ma ce n’è anche per il Pd: «Avere fatto il Job’s Act e avere provato a mettere in discussione il rapporto col sindacato non mi pare abbia portato benissimo al governo di centrosinistra: credo che il Pd debba riflettere anche su questo, cercando di recuperare quel rapporto di fiducia con tanti lavoratori che hanno scelto di non andare a votare o hanno votato altre forze politiche». —