«L’unica forma di integrazione che propone Pisa è quella della ruspa»

Ziello contro l’Università per il finanziamento ottenuto da un progetto di integrazione e educazione dei Rom

pisa. Non sembra davvero esserci pace per gli atenei pisani in queste ultime settimane. Dopo la Scuola Normale e la dura presa di posizione del sindaco Michele Conti e della Lega contro la proposta del suo direttore Vincenzo Barone di aprire una seconda sede a Napoli (proposta poi abortita dopo un incontro avuto a Roma al ministero dell’istruzione da parte dello stesso primo cittadino e dell’onorevole Edoardo Ziello), questa volta il partito del Carroccio ha messo nel mirino l’Università di Pisa. Ed in particolare il Cafre (il Centro per l’aggiornamento, formazione e ricerca educativa) che ieri mattina ha presentato un progetto europeo per l’integrazione dei Rom.

È stato proprio l’onorevole Ziello, attraverso un post su facebook, a criticare senza mezzi termini l’iniziativa proprio durante la sua presentazione ufficiale che si è svolta presso il Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica. Il parlamentare, protagonista delle cronache di questi giorni insieme alla sindaca Susanna Ceccardi anche per la ruspa messa in azione a Cascina per smantellare il campo rom di Navacchio, ha usato parole durissime contro l’iniziativa definita «un vero e proprio spreco di soldi pubblici».


«Mi dispiace che l’Università, nella quale mi sono laureato, ospiti simili teatrini ridicoli. Sembra quasi che non si siano accorti che, con la Lega al governo della città, l’unica forma di integrazione che propone Pisa è quella della ruspa».

La colpa? Sostenere con risorse europee un progetto di integrazione che si sostanzia in percorsi di integrazione e educazione a favore di persone in situazione di svantaggio. Nello specifico l’ateneo pisano, insieme all’Università di Tessaglia, l’Università di Timisoara ed il Comune della città greca di Volos, è stata scelta e finanziata dalla Commissione europea per un progetto biennale dedicato all’integrazione dei Rom. Tra gli obiettivi quello promuovere incontri come strumento efficace per combattere la discriminazione, rafforzare le identità personali e collettive dei Rom e per acquisire competenze per rivendicare i loro diritti di cittadini contribuendo all'integrazione. «Un progetto folle – lo ha definito Ziello -, finanziato dall’Europa (quindi da tutti noi visto che siamo uno dei principali paesi contribuenti dell’Unione Europea), che ha tra i suoi obiettivi quello di “rafforzare le identità personali e collettive dei Rom per acquisire competenze per rivendicare i loro propri diritti di cittadini”. Roba da non credere!». La presentazione di questo progetto da parte dell’ateneo pisano arriva, per pura coincidenza, a due giorni dallo smantellamento del campo Rom di Navacchio che ha visto protagonisti, con tanto di ruspa, sia il sindaco di Cascina Susanna Ceccardi che lo stesso onorevole Ziello. Smantellamento che nelle dichiarazioni dei due esponenti della Lega deve essere solo il primo passo verso l’eliminazione anche dei campi ancora presenti nel territorio pisano. E proprio a questo fa riferimento Ziello nella prosecuzione del suo post: «Vorrei portare gli organizzatori di questo corso – scrive ancora - all’interno del campo nomadi di Oratoio o a quello di Coltano, per far vedere loro da vicino qual è l’unica “identità collettiva” che quel popolo conosce».

Dall’Università arriva la replica del professor Franco Favilli, referente del progetto per conto del Cafre: «Non sono contrario alle ruspe, anzi le ritengo necessarie quando stanno a rappresentare una civile risoluzione del problema integrativo. Come Cafre rispondiamo alle politiche europee, ma soprattutto ai dettami della Costituzione italiana e al libero insegnamento delle nostre università». —

Daniele Benvenuti

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