Archi e tangenziale nord est: la Soprintendenza “blinda” l’acquedotto

Muzzi: «È un bene di interesse culturale». Avviata una procedura ad hoc per stabilire le modalità di tutela del monumento

PISA. Altro che demolizione o, smontaggio e rimontaggio. L’Acquedotto Mediceo tra Pisa e San Giuliano Terme non si tocca. E il progetto per la tangenziale Nord Est al centro di un recente vivace confronto cittadino legato al programma di mandato della nuova amministrazione guidata da Michele Conti dovrà prendere... un’altra strada. Almeno questa sembra l’inevitabile conseguenza del provvedimento adottato dalla Soprintendenza di Pisa che nei giorni scorsi ha preso carta e penna e scritto alle amministrazioni comunali sui cui territori insiste il monumento: Pisa - che è anche tecnicamente l’ente proprietario del bene - e San Giuliano. Cari Comuni «sulla base degli accertamenti eseguiti - ha scritto il soprintendente Andrea Muzzi - sono stati riscontrati per quanto di competenza, i requisiti di interesse culturale in quanto trattasi di importante esempio di architettura idraulica di epoca medicea in Toscana».

Un monumento che è anche «una traccia caratterizzante il paesaggio pisano» scrive ancora Muzzi, «una sorta di “monumento territoriale” che deve essere preservato nella sua continuità e dislocazione insieme agli edifici che ne costituiscono l’origine, la conclusione, le strutture di servizio, i sistemi di convogliamento idrico sparsi per la campagna tra Asciano e Pisa». In conseguenza di ciò la Soprintendenza ha avviato un «procedimento amministrativo di verifica d’ufficio dell’interesse culturale sull’immobile in oggetto». . L’iter avrà una durata di 4 mesi circa e si concluderà con un provvedimento di tutela da parte della commissione regionale per i beni culturali della Toscana. E di questo percorso naturalmente anche i Comuni potranno far parte.

La novità è stata accolta con soddisfazione dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, associazione che si è fatta carico di tutelare con iniziative concrete l’acquedotto pisano sottolineando «l’avvio della specifica procedura finalizzata alla salvaguardia del monumento». «Si tratta di un ottimo risultato - scrive l’associazione - per il patrimonio culturale italiano, raggiunto anche grazie alla specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione provvedimenti inoltrata dall’associazione Gruppo d’Intervento Giuridico onlus riguardo l’incredibile quanto assurdo progetto del Comune di Pisa di demolire ovvero rimuovere due o tre arcate del monumentale Acquedotto Mediceo per consentire il passaggio di un tratto della nuova strada tangenziale est di Pisa.

Il monumentale Acquedotto Mediceo, purtroppo parzialmente in stato di degrado, è un bene culturale, qualsiasi intervento non autorizzato che comporti degrado e/o demolizioni anche parziali è sanzionato penalmente . L’associazione auspica che il provvedimento di tutela dell’intero imponente monumento costituisca il primo passo per il suo restauro e la sua corretta valorizzazione. Un sicuro ulteriore richiamo anche sul piano turistico per la splendida città di Pisa».