Cantieri di Pisa, si torna a costruire le barche

L'esterno dei Cantieri di Pisa

Il 9 novembre la firma degli atti per l’acquisizione definitiva dell’azienda Subito il reintegro degli operai ex Mondomarine. Previsti cento posti di lavoro

PISA. Reintegro immediato dei 22 lavoratori da oltre un anno e mezzo in attesa di rientrare nello stabilimento della Darsena pisana e decine di assunzioni per imporre nuovamente lo storico marchio della nautica pisana nel mercato mondiale. La rinascita dei Cantieri di Pisa si concretizzerà il prossimo 9 novembre, quando negli uffici del Tribunale di Savona i rappresentanti della Sea Finance srl firmeranno l’atto che decreterà l’acquisizione definitiva del prestigioso marchio nautico da parte della società detenuta da Yotha, azienda francese specializzata in rimessaggio e nel settore del noleggio di yacht di lusso.

La scorsa settimana, i rappresentanti della società con sede legale a Monaco, quelli della Fillea-Cgil di Pisa, le Rsu dei Cantieri di Pisa e il curatore fallimentare della Mondomarine spa hanno raggiunto l’accordo per la cessione del ramo d’azienda, atto propedeutico alla firma nel Tribunale ligure che chiuderà la lunga e complessa vertenza, iniziata a marzo 2017, quando un’improvvisa crisi finanziaria ha costretto Mondomarine spa - società guidata dagli imprenditori Roberto Zambrini e dall’ex presidente di Mps Alessandro Falciai che aveva rilevato i Cantieri di Pisa nel 2015 - a sospendere le lavorazioni. Le speranze di riaccendere i macchinari sono definitivamente svanite lo scorso gennaio, quando il Tribunale di Savona ha dichiarato il fallimento della società proprietaria anche degli storici ex Cantieri Campanella del capoluogo ligure. La svolta è arrivata con l’offerta da oltre 2,6 milioni di euro presentata dalla Sea Finance srl nell’ambito della gara ad evidenza pubblica per l’assegnazione del ramo d’azienda pisano della Mondomarine spa. Assegnati provvisoriamente, il prossimo 9 novembre lo stabilimento della Darsena pisana e il marchio dei Cantieri di Pisa dovrebbero definitivamente passare nelle mani del gruppo francese, che prevede una rapida ripartenza della produzione. Secondo le prime indicazioni, la società prevede l’immediato reintegro dei 22 lavoratori che, dopo quasi venti mesi tra mancate retribuzioni e ammortizzatori sociali, potrebbero rientrare nello stabilimento attivo nell’area dei Navicelli. Il primo periodo di attività dovrebbe essere accompagnato dall’attivazione della cassa integrazione per permettere all’azienda di rimodernare lo stabilimento e sviluppare nuove lavorazioni. L’obiettivo è completare al più presto la costruzione dei tre yacht interrotta nel marzo dello scorso anno ed iniziare le attività di rimessaggio, con almeno tre barche pronte ad arrivare nella Darsena pisana. Attività che, secondo le previsioni, dovrebbero crescere di mese in mese richiedendo, nella seconda fase del piano industriale elaborato dalla società di Monaco, anche un incremento dei livelli occupazionali. Tra diretti e indiretti, la forza lavoro dovrebbe raggiungere un centinaio di addetti.


Una svolta nella lunga vicenda del prestigioso marchio della nautica pisana su cui, in molti, negli ultimi mesi avevano puntato gli occhi. Tra questi anche la Baltic Yachts, uno dei più importanti gruppi al mondo attivo nella cantieristica navale. La società finlandese, fondata nel 1973 e nel 2013 acquistata dal gruppo tedesco Ottobock, leader mondiale nel settore della tecnologia ortopedica che ha rilevato l’80% del pacchetto azionario, dopo aver mostrato un particolare interesse non ha però presentato alcuna offerta per cercare di rilevare i Cantieri di Pisa, che tra pochi giorni si apprestano a ripartire con un nuovo proprietario. —