Rapinatori falliscono l'assalto alla banca: "Io e la mia collega in fuga"

Le due dipendenti della Crédit Agricole di via di Gello, a Porta a Lucca

Pisa: i banditi spaccano una vetrata, ma le dipendenti riescono a scappare e i ladri se ne vanno a mani vuote su un’auto rubata

PISA. «Quando ho sentito il rumore dello squarcio ho urlato “Correte correte, i ladri!”. In pochi secondi io e la mia collega stavamo già nella piazzetta. Dentro c’eravamo solo noi e un tecnico che stava riparando alcune attrezzature. Siamo spaventatissime. È già la seconda rapina che subiamo».

Angela era seduta nel suo ufficio. Alle sue spalle una vetrata che non c’è più. È stata aperta come una scatoletta di tonno da due banditi. Passamontagna e guanti, una pistola pronta a sparare. Volevano prenderla in ostaggio per racimolare quanti più soldi possibile. Invece se ne sono andati a mani vuote. Uno con la maglia del Grande Fratello, l’altro di colore. Altezza un metro e 70. Queste le descrizioni fornite ai carabinieri, che indagano sull’accaduto. In un attimo i malviventi sono entrati all’interno, ma Angela con la sua direttrice, che si chiama Angela come lei, urlando è scappata fuori dall’entrata principale. Quella che i rapinatori non hanno voluto utilizzare.


Terrore alle 15.30 di venerdì 19 ottobre nella filiale della banca Crédit Agricole Cariparma di via di Gello, a Porta a Lucca. I banditi forse si erano già portati avanti nella notte, visto che lo squarcio sul vetro era stato occultato con del nastro adesivo bianco. Fatto il più, nel pomeriggio è bastato tirare forte per assaltare l’istituto. Un assalto fortunatamente fallito grazie alla prontezza di riflessi delle due dipendenti, che sono uscite impedendo ai banditi di aprire la cassaforte. Senza la loro presenza, infatti, nessuno poteva averne più l’accesso. E nella filiale, in quel momento, non c’erano clienti.

Compreso che non c’era più niente da fare, e con le forze dell’ordine che si stavano già precipitando sul posto, i banditi sono scappati a bordo di una Fiat 500 grigia, vecchio modello. Come ricordo hanno lasciato la borsa degli attrezzi: dovevano servire per scassinare la cassaforte, nel caso in cui nessuno fosse riuscito ad aprirla. È probabile che con loro, in macchina, ci fosse un complice alla guida. L’auto – risulterà dalle indagini – era stata rubata il 18 ottobre a Navacchio ed è stata rinvenuta dalla polizia di Stato a San Giuliano Terme, in via Martin Luther King. All’interno niente di utile. I testimoni avevano fornito il numero di targa e un’altra particolarità: dietro aveva la lettera “P”, quella per i neopatentati.

«Non ci hanno aggredito, non ci hanno puntato la pistola perché siamo scappate prima – raccontano le dipendenti di Crédit Agricole, ancora spaventate – e abbiamo urlato ai clienti del bar di stare attenti. È incredibile quello che è successo. Siamo sotto choc». Le dipendenti sono state subito raggiunte dai familiari. Poi sono state interrogate dal capitano della Compagnia dei carabinieri, Cristina Spina, e dal collega del Nucleo radiomobile, Roberto Pivotto.