Monte Serra, bombola del gas scoppia in una baracca: 15 volontari scampano alla morte

È successo in località Noce dopo l’incendio sul monte Serra. Il capo delle operazioni Giuliano Casalini: «Ci siamo contati ed eravamo tutti»

Monte Serra, esplode una bombola del gas: "Vivi per miracolo"

VICOPISANO. «Aiuto! Ragazzi, ci siete? Qui non si vede più nulla». L’incendio, nella vallata del Monte Serra che guarda a Lugnano, stava quasi per essere spento. Ma all’improvviso, mentre in località Noce i volontari stavano finendo di buttare acqua, è scoppiata una bomba. Una deflagrazione fortissima, «sentita fino in paese», racconta ancora scosso Giuliano Casalini, capo degli operai del Comune di Vicopisano e responsabile delle operazioni di bonifica di quella parte incenerita di collina.

Sono vivi per miracolo 15 volontari del Servizio antincendio boschivo della Regione Toscana, la maggior parte dei quali pisani. Gli uomini delle associazioni, alle 7.30 di giovedì mattina, si erano appena arrampicati sul crinale per proteggere una casa dalle fiamme, poco al di sopra di una baracca. È proprio in quella maledetta baracca, qualche terrazzamento più sotto, che per loro si era nascosta la morte. Sotto forma di tre bombole piene zeppe di gas pronte a esplodere in qualsiasi momento. E una, purtroppo, senza alcuna avvisaglia ha deflagrato scuotendo le pendici del Monte Serra.

«Mancava poco all’inizio delle bonifiche di emergenza – spiega Casalini – visto che dovevamo tagliare un po’ delle piante bruciate per dividerle dalla vegetazione rimasta intatta. Si fa per evitare che risorga il fuoco. Era ancora buio, non vedevamo nulla. Quando all’improvviso abbiamo sentito uno scoppio violentissimo. Non sapevamo che sotto di noi c’erano delle bombole colme di gas: dopo l’esplosione abbiamo fatto la conta di quanti eravamo rimasti. Per fortuna c’eravamo tutti, siamo sopravvissuti per miracolo».

Adolfo Cappelli e Giuliano Casalini

PER APPROFONDIRE / L'INTERVISTA

I volontari sono riusciti a scampare per un soffio all’onda d’urto. Hanno rischiato la vita. Loro che la vita la mettono ogni giorno a disposizione degli altri. «La botta l’hanno sentita fino in paese – racconta il responsabile delle operazioni del lato di Vicopisano – figuriamoci noi che eravamo là vicino. Quando c’è uno scoppio del genere, anche se sei a distanza di sicurezza, non si sa mai che cosa può succedere. Dopo aver concluso la conta e verificato che non mancasse nessuno, abbiamo tirato un sospiro di sollievo».

Per un momento, Casalini, ha pensato che quello scoppio fosse stato causato da una bomba della Seconda guerra mondiale. «Poteva essere benissimo anche una mina antiuomo – conferma il dipendente pubblico – Era nascosta in questo annesso agricolo e noi da sopra non potevamo vederla. La prima cosa che diciamo a tutti i nostri colleghi è di non operare in nessun modo vicino ai magazzini e alle case, perché qui sul Monte Serra i casolari sono colonizzati dalle bombole di gpl».

In mattinata, sul monte, è tornato anche il sindaco di Calci, Massimiliano Ghimenti, accompagnando il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani. «Ora possiamo dirlo – sottolinea il primo cittadino – è andata veramente bene. È un miracolo che non ci siano stati feriti. Un miracolo per chi crede in Dio e una dimostrazione di efficienza in generale, visto che bastava mettere un piede in fallo per provocare una sciagura».