Pisa, incendio sul monte Serra: oltre 1000 ettari in fumo. Rossi: "Presto i primi rientri a casa degli sfollati"

Il fuoco continua a creare preoccupazione: in volo canadair ed elicotteri. Meteo: il vento dovrebbe calare. L'allarme della Coldiretti. Aeroporto: ancora stop ai voli

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PISA. Oltre 1.000 ettari di superficie bruciata e 430 sfollati. Mentre è in pieno corso la caccia ai piromani, è severo il bilancio, ancora parziale, del furioso incendio che ha cambiato "la geografia del territorio" nel Pisano. La frase è del sottosegretario all'Ambiente Vannia Gava, e descrive meglio di altre metafore la distruzione prodotta dalle fiamme che hanno divorato una porzione enorme del Monte Serra, sulle alture che sovrastano Pisa. Dopo la devastazione di lunedì 25, ora le fiamme sono quasi spente, il fronte di fuoco è ritenuto sotto controllo, ma la conta dei danni è enorme. Ricordiamo che l'aeroporto di Pisa resterà chiuso fino al termine delle operazioni di spegnimento. Al momento la chiusura è prorogata fino alle 19,40 di mercoledì 26 settembre, decine i voli cancellati.

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IL SINDACO DI PISA: "LA SITUAZIONE STA MIGLIORANDO"

La situazione, come afferma il sindaco di Pisa Michele Conti, "è sotto controllo, grazie a tutto il sistema regionale antincendio, i vigili del fuoco, i volontari e gli sforzi del comune più colpito. Calci". Attualmente sono 118 i vigili del fuoco che operano a terra con oltre 40 automezzi di spegnimento, mentre dalle prime luci dell’alba 3 Canadair sono tornati in volo sul monte Serra e nella zona di Vecchiano. L'incendio sembra ormai sotto controllo, restano fiamme vive solo a Vicopisano mentre a Calci e ad Avane l'emergenza è cessata. La conta dei danni è ancora molto parziale: a Montemagno, frazione di Calci sopra la celebre Certosa, il monumento più visitato dopo la Torre pendente nella provincia pisana, ci sarebbe almeno una decina di case andate completamente o parzialmente distrutte. Ma soprattutto è sparito il bosco: migliaia di pini marittimi e olivi sono inceneriti. I danni sono ingentissimi.

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ROSSI: "PRESTO I PRIMI RIENTRI A CASA"

E poi ci sono i 430 sfollati. Gran parte ha trovato ospitalità da parenti e amici ma c'è almeno una sessantina di persone che non si trova in strutture approntate dai comuni di Calci e Vicopisano. Il presidente della Regione Enrico Rossi, che anche nella mattina di mercoledì 26 si è recato nei territori colpiti dagli incendi, spiega in una nota, che "al momento a Calci sono 300 le persone costrette ad uscire dalle proprie abitazioni, di cui 30 ospitate in alberghi ma, nel primo pomeriggio di mercoledì 26, non essendo prevista la proroga dell'ordinanza di evacuazione dovrebbero rientrare nelle proprie abitazioni".

"Nel territorio di Calci - aggiunge - come c'è stato comunicato dal sindaco, purtroppo ci sono alcuni casi, isolati, di immobili bruciati". A Vicopisano, dice ancora Rossi, "le persone evacuate sono circa 500, di cui 200 in grado di rientrare in casa già da stasera. Degli altri solo una decina dovrà essere alloggiata in albergo. Nel frattempo si dovrà capire che danni hanno avuto le case e quindi se e quando possono rientrare". 

Intanto c'è spazio anche per la polemica. La sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi, accusa Rossi e il Pd: "Ci hanno lasciati soli, neanche una telefonata. Ci siamo rimboccati le maniche a abbiamo fatto da noi".

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CONFCOMMERCIO: "TROVATI 190 POSTI PER GLI SFOLLATI"

Sono circa 190 i posti reperiti in poche ore e messi a disposizione degli albergatori iscritti alla Confcommercio di Pisa per le persone che hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni. Tuttora sono 430 le persone evacuate dalle loro case e alcune delle loro hanno avuto le abitazioni distrutte dalle fiamme. Lo rende noto l'associazione di categoria.  "I sindaci dei comuni coinvolti - spiega il presidente della Confcommercio pisana, Federica Grassini - sono stati informati e sanno di poter contare su questa preziosa disponibilità qualora ce ne fosse l'esigenza. Come associazione siamo orgogliosi di rappresentare imprenditori, uomini e donne, capaci di mettersi immediatamente a disposizione della comunità, pronti a fare squadra per fronteggiare concretamente e alleviare le sofferenze delle persone. Un sincero ringraziamento ai nostri albergatori da parte di tutti noi".
 

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COLDIRETTI: 15 ANNI PER RICOSTRUIRE IL BOSCO

Ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco nel Pisano e per l'agricoltura la stima dei danni ammonta gi a oltre sei milioni di euro. A dirlo la Coldiretti in merito al vasto incendio sul monte Serra. Nelle foreste andate a fuoco, sottolinea in una nota l'associazione degli agricoltori, "saranno impedite per anni anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, delle castagne e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi. Circa diecimila piante di ulivo anche secolari sono state distrutte dall'incendio che ha colpito anche vigneti e castagneti e ha minacciato abitazioni rurali e alcuni agriturismi che sono stati costretti ad evacuare, con una stima salita ad oltre 6 milioni di euro di danni solo per l'agricoltura".

Gli ulivi dovranno essere ripiantati, si legge ancora, e ci vorranno almeno cinque anni prima che si torni a produrre. Per Coldiretti, "superata l'emergenza occorrerà intervenire rapidamente per far ripartire le attività produttive anche con interventi straordinari per il reimpianto delle coltivazioni andate distrutte dal fuoco".

(Notizia in aggiornamento)