Ponte pericolante, viene "spacciato" per quello di Genova ma è chiuso da decenni - Video

Il ponte di Ripafratta tra Pisa e Lucca: molte fake news lo hanno spacciato per quello crollato a Genova

La foto del ponte di Ripafratta, chiuso dagli anni Sessanta, è stata associata a una fake news sulle condizioni del viadotto Morandi prima del crollo del 14 agosto. E c'è un altro ponte tra Pisa e Lucca finito in questi giorni nel flusso di notizie false sulla tragedia dell'A10

PISA. In molti hanno creduto che quel pilone di cemento corroso dal tempo fosse proprio del ponte Morandi crollato a Genova. Una foto che dimostrerebbe le condizioni pessime del viadotto dell’autostrada sgretolatosi provocando morti e feriti. In realtà l’immagine poco rassicurante è del vecchio ponte dell’autostrada Firenze-Mare a Ripafratta, al confine tra le province di Pisa e Lucca. Ad accorgersi per primo della mistificazione è stato David Puente, che da tempo è impegnato sul fronte della lotta alle fake news. Citato in un ampio servizio da Il Secolo XIX che descrive tutte le bufale che circolano sul web e creano inutilmente allarme.

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Il ponte raffigurato nel post su Facebook è chiuso al traffico dagli inizi degli anni Sessanta. Faceva parte infatti del tracciato originario dell’A11. Quando si decise di raddoppiare la carreggiata, però, venne fatta una variante al percorso, spostandolo più verso Lucca e dismettendo il vecchio ponte che attraversava la Statale del Brennero, la linea ferroviaria Lucca-Pisa e il fiume Serchio.

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A poche decine di metri di distanza si trova anche il viadotto sul fiume Serchio collega i territori dei comuni di Vecchiano e San Giuliano Terme e si trova a un passo dal confine con la provincia di Lucca. È uno dei ponti che, su volontà delle due amministrazioni comunali “confinanti”, è stato messo sotto la lente d’ingrandimento dei tecnici e degli esperti dell’Università di Pisa per valutarne la sicurezza statica.

Un’indagine commissionata all’indomani di un incidente stradale proprio su quel ponte a seguito del quale persero la vita tre persone (finite nel fiume con l’auto): era il marzo 2017. L’attività dell’Università ha richiesto dal marzo 2018 la temporanea chiusura del ponte recentemente riaperto (da inizio luglio), ma solo a senso unico alternato, per consentire un miglior deflusso delle auto a fronte della chiusura di un altro ponte sul Serchio, sempre per lavori urgenti al fine di assicurarne la sicurezza statica, quello in località Pontasserchio.