In 200 senza saper nuotare, catena umana per salvarli

Il folto gruppo di persone in mare e i bagnini intervenuti per riportarle a riva

Giornata di super lavoro in mare per i guardaspiaggia del Bagno degli Americani. Con loro il militare della 46esima Brigata aerea che lo scorso anno salvò 4 vite

PISA. Sono scesi in 210 da tre pullman partiti da Arezzo. Turisti bengalesi che si sono buttati in mare con la bandiera rossa, senza saper nuotare e non parlando una parola di italiano. Sabato pomeriggio da incubo per i bagnini del Bagno degli Americani di Tirrenia, per l’occasione aiutati nei continui salvataggi anche dai colleghi del Lido del Carabiniere.

I guardaspiaggia – è il racconto stupito di alcuni testimoni, che hanno contattato Il Tirreno via telefono o tramite posta elettronica – in alcuni momenti hanno perfino formato una vera e propria catena umana, per impedire ai vacanzieri stranieri, di stanza in Toscana, di dirigersi verso la secca, visto che altrimenti la corrente li avrebbe trascinati al largo mettendone a serio rischio l’incolumità. «Erano nostri clienti – rivela uno dei titolari del Bagno degli Americani, Alberto Gabbrielli – e i bagnini si sono buttati in mare per evitare che affogassero, visto che non sapevano nuotare. Si sono posizionati nei pressi della secca in modo che non venissero trasportati al largo. Alcuni sono stati ricondotti a riva, ma fortunatamente nessuna persona si è trovata in seria difficoltà. In mattinata avevano visitato l’Acquario di Livorno».


I turisti sono arrivati verso le 13, rimanendo in spiaggia fino alle 18.30. Il dialogo con loro non è stato facile, visto che «nessuno parlava italiano», sostiene chi era sull’arenile. Fra le persone che si sono buttate in mare per evitare il peggio anche il sergente maggiore della 46esima Brigata aerea, il 37enne Marco Feoli di Ponsacco, che proprio un mese fa è stato premiato dalla sindaca Francesca Brogi con una targa per la generosità e l’altruismo dimostrate nel luglio del 2017, quando insieme a un bagnino del Lido del Carabiniere salvò quattro persone in difficoltà. Feoli si trovava sotto il suo ombrellone. Sul posto anche la capitaneria di porto di Marina di Pisa, allertata dal gestore del Lido del Carabiniere, l’appuntato Mario Lustrissimi.

«Mentre queste persone erano in mare – è la testimonianza di un bagnante che in quel momento si trovava sulla spiaggia – due guardaspiaggia del Bagno degli Americani e uno del Lido del Carabiniere si sono tuffati con maglietta, fischietto e baywatch per evitare che nessuno andasse a finire al largo». Secondo il racconto di un altro testimone, a un certo punto, un turista bengalese si sarebbe trovato in particolare difficoltà, tanto che sarebbe stato salvato proprio davanti al Lido del Carabiniere, dove la corrente lo aveva appena trasportato.