Mondomarine ko, nuovo fallimento per i Cantieri di Pisa

Ma in attesa della gara bandita dal Tribunale è concreta l’ipotesi dell’affitto di azienda a un gruppo solido e credibile 

PISA. Il 2018 segna il (nuovo) definitivo tracollo dei Cantieri di Pisa. Ieri il Tribunale di Savona ha decretato il fallimento della Mondomarine Spa, la società guidata dagli imprenditori Roberto Zambrini e Alessandro Falciai, ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, mettendo fine alla lunga agonia della società proprietaria dello storico marchio della nautica pisana e degli ex Cantieri Campanella attivi nel capoluogo ligure. Il giudice delegato Cristina Tabacchi ha nominato curatori fallimentari i commercialisti Maurizio Ferro, Alberto Marchese e Stefano Pasquali (che hanno già seguito l’iter del concordato preventivo chiesto lo scorso luglio dalla Mondomarine e arenatosi a causa della mancata presentazione del piano concordatario), che dovranno “traghettare” la società fino al 18 aprile, quando è stata convocata l’adunanza dei creditori. Con la sentenza di ieri, la prima del nuovo anno per la sezione fallimentare del tribunale ligure, si chiude la crisi che lo scorso marzo ha improvvisamente colpito la Mondomarine Spa, costringendo la società con sede legale a Savona ad interrompere le lavorazioni nei due cantieri nautici e ad aprire una procedura di cassa integrazione per i circa trenta operai di Pisa e per gli oltre settanta nella città ligure. Il fallimento potrebbe però segnare anche la rinascita dello stabilimento attivo nell'area dei Navicelli. In attesa della gara che sarà bandita dal Tribunale di Savona, i giudici potrebbero decidere di assegnare temporaneamente i Cantieri al gruppo internazionale già attivo nel settore della nautica Tquest Holding wll, che lo scorso dicembre si è fatto avanti con una proposta di acquisto di vari milioni di euro ed un piano industriale giudicato anche dai sindacati credibile e affidabile.

La decisione di cedere temporaneamente il ramo d’azienda potrebbe seguire la piccola svolta che si è concretizzata pochi giorni fa per i cantieri savonesi, assegnati per sei mesi alla Palumbo Group. Il gruppo napoletano, uno dei colossi della nautica italiana, ha ottenuto l’affitto del ramo d’azienda garantendo il riavvio dei cantieri e il reintegro immediato di nove dipendenti (con l’obiettivo di reintegrare la maggior parte del personale dopo la probabile acquisizione). Senza le necessarie garanzie, l’alternativa alla cessione temporanea è l’apertura di una procedura di licenziamento collettivo.

Il futuro dei Cantieri di Pisa si deciderà quindi ancora una volta nell'aula di un Tribunale. Una sorta di déjà vu per la maggior parte degli operai dello stabilimento della Darsena pisana, che nel 2015 avevano sperato in una rinascita con l’arrivo all'ombra della Torre della Mondomarine (che ha ottenuto il marchio nell'ambito di un bando pubblicato dal Tribunale della Spezia dopo un precedente fallimento), la società rilevata nel 2013 da Zambrini e Falciai e nelle ultime settimane travolta dall'inchiesta della Procura di Savona (truffa, bancarotta, falso in bilancio per il triennio 2014-2016, ricorso abusivo al credito mediante fatture per operazioni inesistenti) che ha coinvolto almeno dieci persone tra soci, amministratoti e consulenti, tra cui l’ex presidente di Mps che non ha rinnovato la candidatura per la guida della banca proprio per le indagini su Mondomarine.

Danilo Renzullo