I cani amici dei disabili per agevolare l’inclusione

Nuovi progetti della Società della Salute e dell’Accademia Cinofila Dobredog “Mi AfFido” è un percorso che guida nell’addestramento del proprio animale

PISA. Presentati alla Società della Salute i progetti sperimentali dell'Accademia Cinofila Dobredog per favorire autonomia e inclusione delle persone disabili. «La Società della Salute – ha sottolineato la presidente Sandra Capuzzi – ha scelto di investire in una proposta innovativa perché in ambito pubblico bisogna offrire risposte concrete, ottimizzando efficienza e costi».

Il più ambizioso di questi progetti, “Mi AfFido, cani da assistenza alla disabilità motoria”, ha infatti lo scopo di guidare le persone disabili nell'addestramento del proprio cane. «Il percorso è di durata variabile e interamente basato sul protocollo dell'istruzione relazionale», spiega Francesco Fabbri, presidente dell'Accademia Cinofila Dobredog . «I cani da assistenza – prosegue Fabbri –, nell'accezione tradizionale, diventano tali grazie al lavoro di un istruttore che insegna loro competenze specifiche prima di consegnarli "pronti" al soggetto che ne ha bisogno. L'istruzione relazionale è invece un metodo che si basa non sull'animale come mero strumento, ma sugli aspetti relazionali tra il padrone e l'animale, in team. Cane e padrone possono, così, crescere insieme».

Tra gli ideatori del protocollo, Alessandro Vestri, istruttore cinofilo della Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi, parla di un percorso intrapreso dalla giunta regionale, a partire dalle linee guida dell'Adi. «Quando siamo andati in Inghilterra per aggiornare i metodi di formazione – ha raccontato Vestri – abbiamo visto che il cane-guida per disabili era istruito come quello per ciechi. Mancava la specificità di un percorso che tenesse conto tanto della data disabilità motoria del proprietario, quanto delle sue abilità. Inoltre, standardizzare il cane e poi passarlo implica un grande stress perché l'animale vive l'abbandono. Eliminando questo passaggio, l'animale rende molto di più perché l'apprendimento avviene insieme a quello che sarà per sempre il suo “amico umano”».

A presentare il progetto anche Tommaso Lorenzetto Bologna, il quale, dopo un tirocinio a Dobredog, si è laureato al corso triennale di Veterinaria in Tecniche di Allevamento Animale ed Educazione Cinofila, con un elaborato frutto proprio di quell'esperienza. La sua tesi, dal titolo “Cani di assistenza motoria. Studio di un caso reale”, porta il caso di Monica Quassinti e del suo cane Ruben. «La cosa straordinaria dell'istruzione relazionale – ha commentato Quassinti – è mettersi in discussione ed essere parte attiva dell'addestramento».

Carlotta Lattanzi