Protesta pacifista davanti alla base Usa - Foto

Un momento della protesta (foto Muzzi)

Gruppi di manifestanti da Pisa e dalle province vicine per dire no al piano di trasformazione di Camp Darby per la realizzazione, tra le altre cose, di un collegamento ferroviario dove far transitare rifornimenti e armi

PISA. Circa 200 persone si sono date appuntamento, nella mattina del 2 giugno, Festa della Repubblica, di fronte all'ingresso di Camp Darby, la base americana al confine tra Pisa e Livorno interessata - l'inizio dei lavori è previsto a dicembre 2017 - da un piano di trasformazione che, tra le alrre cose, prevede la realizzazione di un nuovo collegamento ferroviario per il trasporto, all'interno della struttura, di armi e munizioni. Lavori che comporteranno l'abbattimento di circa 1000 alberi. Il piano rientra tra gli interventi per la sicurezza nazionale e, in quanto tale, è soggetto a valutazione da parte degli altri enti interessati - primo tra tutti il Parco - che non hanno però potere di veto rispetto agli intervcenti che verranno messi in campo.

Contro il progetto, di notevole impatto ambientale in un'area che ricade interamente dentro i confini del Parco naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, sono scesi gruppi pacifisti, associazioni ambientaliste, alcune sigle partitiche nell'ambito della sinistra - Rifondazione e Sinistra Italiana - che hanno srotolato striscioni e bandiere rosse e arcobaleno ribadnedo tra slogan e cori il proprio no all'intervento su Camp Darby e alla guerra.