animali dal MONDO

CALCI. Un ippopotamo, un eland (la più grande antilope africana), dei cervi americani, una zebra e una renna hanno varcato le soglie della Certosa. Sono arrivati i primi esemplari della collezione...

CALCI. Un ippopotamo, un eland (la più grande antilope africana), dei cervi americani, una zebra e una renna hanno varcato le soglie della Certosa.

Sono arrivati i primi esemplari della collezione donata dalla Fondazione Giorgio Barbero al museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa. Un evento storico per l’istituto museale ospitato dal complesso monumentale: cinquecento animali imbalsamati, di cui duecento grandi mammiferi, ungulati e felini, cento pesci e centocinquanta uccelli andranno ad arricchire la collezione già presente.

«L’ultima acquisizione di questo livello per il museo risale alla fine dell’Ottocento, a più di un secolo fa - dice il direttore Roberto Barbuti, sottolineando le notevoli opportunità di ricerca offerte da questo conseguimento -. Si tratta di una collezione spettacolare, un patrimonio che può offrire importanti risvolti scientifici: i ricercatori di tutto il mondo potranno venire a Calci per fare delle ricerche sul dna delle specie e sottospecie presenti».

Con questa acquisizione, il museo della Valgraziosa sarà al pari dei grandi istituti museali europei. L'atto di donazione voluta dalla fondazione Barbero è stato firmato dal rettore dell'Università di Pisa, Paolo Mancarella, e dalla presidente della fondazione, Virginia Barbero, lo scorso dicembre.

Nelle prossime settimane terminerà il trasferimento di questi animali da Pralormo (Torino), fatta eccezione dei cinquanta esemplari appartenenti alla categoria A della convenzione Cites sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione. Per il leopardo, la tigre, il giaguaro, il ghepardo, i vari uccelli europei collezionati dall’imprenditore vinicolo Giorgio Barbero, il museo calcesano dovrà aspettare l’ok di un’apposita commissione.

«Per queste specie protette, che comprende diversi rapaci, è necessaria un’autorizzazione ad hoc per trasferirli da un luogo all’altro», precisa Barbuti. Gli esemplari acquisiti sono assolutamente legittimi e non hanno niente a che vedere con la controversa vicenda che coinvolse Giorgio Barbero, condannato anni fa per traffico di specie protette.

Gli animali non saranno esposti al pubblico subito; prima devono terminare i lavori di ristrutturazione delle sale. In base al progetto triennale varato dal museo, la prossima estate sarà inaugurata la galleria degli ungulati; nel 2018 la sala degli orsi, con una ventina di esemplari nuovi e già di proprietà dell’istituti; entro la fine del 2018 la galleria dei diorami; e, infine, la galleria degli uccelli e dei pesci sarà aperta nel 2019.

L’acquisizione della fondazione Barbero permetterà al museo calcesano di recuperare spazi finora adibiti a magazzino.

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