Ricatto hard a una minorenne: denunciato

Disoccupato falsifica il profilo del cugino e chatta con una 16enne norvegese facendosi mandare foto porno

PISA. Lo hanno trovato alle 5,30 del mattino impegnato a smanettare online. Una passione che era diventata ossessione. E anche condita dalla consumazione di un reato secondo la polizia postale che lo ha denunciato per estorsione sessuale.

La denuncia partita dalla Norvegia nel giro di 48 anni si è tradotta in un blitz a casa di un trentenne residente nel comune di Casciana Terme-Lari. La Procura gli contesta di essersi sostituito a un cugino che conosceva una sedicenne norvegese arrivata a Pisa durante un soggiorno turistico.

In gergo si chiama sexextortion. Guadagnare la fiducia di una ragazza e convincerla a inviare foto osé o anche hard. Immagini sempre più esplicite per alzare l’asticella del proibito fino a quando il gioco non diventa ricatto. «Se non mandi altre foto metto in Rete quello che già mi hai spedito» avrebbe ripetuto il 30enne alla minorenne attraverso la piattaforma di messaggistica Kik (con sede in Canada).

«Ha minacciato più volte la ragazzina e istigandola alla produzione e divulgazione di materiale pedopornografico» spiegano in questura.

Quando poi il ragazzo aveva fatto un'ulteriore richiesta di altre immagini e filmati con la minaccia di divulgare quanto già in suo possesso sulle piattaforme social la famiglia, disperata, si è rivolta alla polizia norvegese. In poche ore la segnalazione è arrivata al servizio di polizia postale e delle comunicazioni tramite l'Europol. Il C.N.C.P.O. (Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online) ha attivato gli investigatori del compartimento Polposta di Firenze per andare a casa del giovane segnalato. Mercoledì mattina, intorno alle 5,30, i poliziotti del web hanno bussato alla porta del disoccupato trovandolo impegnato «a visualizzare le chat segnalate sui dispositivi mobili in suo possesso opportunamente sequestrate dagli investigatori, scongiurando in tal modo anche l'ulteriore tentativo di estorsione da parte dell'uomo». Sono stati sequestrati cellulare, tablet e pc da tavolo. La polizia postale e delle comunicazioni consiglia: mai pagare la somma richiesta. Dopo il primo pagamento, infatti, seguono richieste, via via, più esose; bloccare, subito, il contatto, sia sulla piattaforma social che sulla videochat; inoltrare, immediatamente, richiesta di rimozione del video ai gestori della piattaforma sulla quale il video stesso è stato postato; sporgere subito denuncia.

Cosa fare per prevenire: mai concedere "amicizia" sui social network a persone che non sono conosciute anche nella vita reale; configurare le proprie pagine social in modo tale da renderle "invisibili" agli sconosciuti; in ogni caso, viene sconsigliato di inviare immagini a sfondo sessuale anche quando si tratta di persone conosciute e a noi intime.(p.b.)

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